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Avviso ai naviganti di sabato 13 marzo 2010
IN DISTRIBUZIONE IN TUTTA ITALIA E NELLE EDICOLE DEL TIGULLIO
“BACHERONTIUS”: UN GIORNALE LIBERO
PER UOMINI LIBERI
Presente nelle edicole del Tigullio, “Bacherontius”, il periodico dell’ANPAI-Tigullio Eventes e della Tigulliana, sta giungendo a destimazione ai nostri abbonati-lettori. Chi vorrà acquistarlo in edicola (a soli 2 euro la copia), potrà contribuire a tenere in vita una pubblicazione libera, che non ha pubblicità e che non riceve alcun finanziamento statale o regionale.
L’abbonamento annuo al “Bacherontius” (che consente il comodo invio a domicilio) costa invece solo 20 euro l’anno (quota minima) e può essere sottoscritto inviando la quota a mezzo assegno (intestato a “Tigullio-Bacherontius”) al nostro indirizzo (Via Belvedere n. 5 - 16038 Santa Margherita Ligure GE), oppure versando l’importo sul c/c postale n. 28745487 intestato a “Tigullio-Bacherontius”, specificando chiaramente la causale.
CONFRONTO-SFIDA TUNNEL “RAPALLO-RAPALLO”:
CAPURRO HA ACCETTATO L’INCONTRO
PER VENERDI’ 19 MARZO ALLE ORE 17 ALLA “TIGULLIANA”.
ATTENDIAMO UNA RISPOSTA ANCHE DA CAMPODONICO…
Il dado è tratto e la sfida è stata lanciata. L’Amministrazione comunale di Rapallo, guidata dal sindaco Mentore Campodonico, per mascherare l’immobilismo sul tema della viabilità, cioè l’incapacità di proporre soluzioni adeguate e tempestive, ha scaricato le sue responsabilità gestionali sulla vicina città di Santa Margherita Ligure, dimenticando di raccontare ai propri concittadini tutta la verità.
E poiché siamo convinti che la “boutade” di Campodonico abbia assunto connotati elettoralistici e sia un modo per sviare l’attenzione sulla lenta agonia iniziata dalla sua maggioranza e sulle contraddizioni che sicuramente emergeranno dopo le elezioni regionali (contraddizioni che potrebbero portare alla caduta della sua amministrazione) noi, questa “polpetta avvelenata” la vogliamo restituire al mittente attraverso una vera e propria “sfida”, chiedendo al sindaco di Rapallo Campodonico di dare (in particolare ai suoi concittadini) una risposta chiara circa l’ipotesi di tunnel “Rapallo-Rapallo” con uscita a San Michele di Pagana.
Campodonico è pubblicamente invitato a dire in maniera esplicita quanto segue: quella “proposta” è fattibile oppure no? La “soluzione” adottata dal suo predecessore Armando Ezio Capurro piace o non piace (politicamente parlando) all’attuale amministrazione rapallese? Perché delle due l’una: se l’ipotesi del “tunnel corto” è una grandissima “cazzata”, Campodonico abbia il coraggio di dire: “quella è una cazzata del mio predecessore!” e si assuma (soprattutto) la responsabilità di dirlo ai suoi concittadini, che hanno creduto in questa soluzione, su cui (peraltro) i cittadini di S. Margherita Ligure si sono astenuti da ogni commento o presa di posizione (anzi: con la firma - quattro anni fa - dell’allora sindaco Claudio Marsano, di fatto, l’hanno addirittura avallata).
Se, viceversa, la soluzione del “tunnel corto” Rapallo-Rapallo o Rapallo-San Michele è fattibile (percorso breve, minori costi, tutto in galleria, impatto ambientale zero), dica allora Campodonico per quale motivo la sua amministrazione non ha portato avanti questa ipotesi, che è ferma al palo.
Stesso discorso (per essere bi-partisan) vale per il Governatore uscente e candidato Claudio Burlando, il quale ha accolto l’ex sindaco di Rapallo Armando Ezio Capurro nelle proprie fila.
La scorsa settimana l’ex sindaco Armando Ezio Capurro ha accettato la nostra proposta
A questo punto attendiamo la risposta dall’attuale sindaco di Rapallo Mentore Campodonico…
I NODI AL PETTINE DELLA SANITÀ: UNA PRECISAZIONE
DEL SINDACO ROBERTO DE MARCHI SULLA VENDITA
DELL’OSPEDALE DI SANTA MARGHERITA LIGURE
A proposito della presunta vendita dell’Ospedale di S. Margherita Ligure, riceviamo e pubblichiamo:
«Caro Direttore, in merito all’articolo relativo al mio intervento durante l’assemblea dell’Avis ritengo dover precisare che in realtà l’ASL nel chiedere effettivamente la possibilità di dislocare la piastra ambulatoriale in altra sede aveva inteso riferirsi al tempo necessario per l’effettuazione dei lavori di ristrutturazione nella struttura dell’attuale ospedale e per l’ipotesi di vendita intendeva, come il Direttore potrà confermare, prendere in considerazione per questa eventuale possibilità solo un ente pubblico come appunto il Comune di Santa Margherita Ligure.
Si trattava in questo caso di un’ipotesi esclusivamente legata a situazioni di emergenza finanziaria che fortunatamente possono essere escluse allo stato dei fatti. Distinti saluti».
Roberto De Marchi
Sindaco di Santa Margherita Ligure
FARMACIA COMUNALE DI SAN SIRO: INCONTRO DI ELISABETTA BARELLA
E ANDREA CARANNANTE CON IL SINDACO DI SANTA MARGHERITA LIGURE
A proposito della vendita della farmacia comunale di San Siro, riceviamo e pubblichiamo:
«Un incontro assoluatmente cordiale e pacato dove il Sindaco De Marchi ed alcuni componenti della maggioranza ci hanno voluto spiegare le motivazioni delle loro scelte, dettate sicuramente da una gestione in
buona fede delle risorse economiche cittadine.
Per questo lo vogliamo ringraziare soprattutto per aver contribuito ad abbassare quei toni, che nei giorni scorsi si erano notevolmente alzati arrivando addirittura a ventilare una eventuale possibilità di azioni legali nei confronti dei cittadini che si apprestano ad esercitare i propri diritti in sede legale rivolgendosi appunto al TAR.
Alla conclusione dell’amichevole colloquio in ogni caso le posizioni sono rimaste distinte ed equidistanti, in quanto riteniamo di non essere noi i referenti adatti per condividere scelte di questo genere come la vendita (seppur per eventuali nobili motivi) dell’ennesimo pezzo del così misero patrimonio pubblico la nostra intenzione rimane ferma: bloccare la delibera di vendita».
Andrea Carannante - Partito Comunisti Lavoratori
Elisabetta Barella - Partito della Rifondazione Comunista
FARMACIA COMUNALE DI SAN SIRO:
UNA LETTERA DI PINO TORCASSO
(“GRUPPO ORIZZONTI-LA DESTRA”)
Ancora a proposito della Farmacia comunale, dal “Gruppo Orizzonti” riceviamo e pubblichiamo:
«Dal momento che questa amministrazione non rappresenta la maggior parte dei cittadini sammargheritesi, le scelte del Sindaco e della sua Giunta rispecchiano solo il 28% dell’elettorato cittadino.
E’ nato un comitato spontaneo su un tema molto importante come la farmacia comunale: Vendere un bene pubblico conviene?
C’è stato un atteggiamento di chiusura nei confronti di un numero di cittadini, residenti che liberamente decidono di non condividere questa scelta politica della Giunta.
Un aspetto che va sottolineato è pertanto la volontà di annullare o quantomeno di non prendere in considerazione le opinioni di coloro che in campagna elettorale non hanno appoggiato il programma della lista Gente per Santa.
Il Comitato è stato criticato e addirittura minacciato di azioni legali, da un assessore esterno.
Come è possibile che un assessore esterno, non residente nella nostra città possa compiere una scelta irreversibile come la vendita della farmacia comunale, fregandosene delle firme raccolte, della partecipazione dei cittadini a sostegno del comitato e dei partiti politici rappresentati (da “la Destra” all’estrema sinistra, passando per il centro).
Il Gruppo Orizzonti appoggiato dal partito “La Destra” di Francesco Storace, in campagna elettorale, si è sempre battuto affinché i cittadini fossero al centro di scelte fatte dall’amministrazione».
Giuseppe Torcasso - Gruppo “Orizzonti”
INCONTRO A RECCO PER LA TUTELA
DEL TERRITORIO DEL GOLFO PARADISO
Sabato 13 marzo ore 17.00 Sala del Consiglio Comune di Recco incontro pubblico con i Comitati spontanei del Golfo Paradiso per annunciare la formazione del Coordinamento dei Comitati di Base ed incontrare gli amministratori di Recco, Camogli, Pieve, Sori, Bogliasco ed i presidenti del Parco Regionale Naturale di Portofino e dell’Area marina protetta di Portofino.
Saranno inoltre presenti esponenti di associazioni ambientaliste, da Lega Ambiente ad Italia Nostra, e alcuni candidati alle elezioni regionali della Liguria.
I temi trattati riguarderanno la trasformazione del territorio del Golfo Paradiso misurata a partire dai piani regolatori in attuazione o in previsione e dalle trasformazioni in atto in Liguria e nel Levante.
Partecipare è un’occasione per conoscere e fare un passo avanti che parta dal Golfo Paradiso con lo scopo di proteggere un ambiente unico.
Sarà presente Marco Preve, giornalista di La Repubblica e autore insieme a Ferruccio Sansa di “Il partito del cemento”.
Comitato ex-scalo ferroviario-Camogli
Comitato Spontaneo per l’Ambiente-Recco
Comitato Spontaneo per la Tutela del Territorio e dei Parchi di Portofino-Camogli
Memorie & progetti-Pieve
DISPUTE ELETTORALI
Dalla nostra collaboratrice Franca Oberti riceviamo e pubblichiamo:
Un nuovo deludente panorama elettorale si prospetta ancora una volta tra battaglie da Mago di Oz e vittorie di Pirro.
Siamo talmente abituati al basso tenore di queste bagarre elettorali, da rimanere allibiti ma passivi. Abbiamo proiettato al di fuori delle nostre coscienze tutte le sensazioni, il biasimo e l’incredulità che tutto ciò suscita, illudendoci di non farne parte e di osservare soltanto uno spettacolo teatrale. Purtroppo siamo proprio noi, prima o poi, a farne le spese, noi popolo, cittadini comuni; i guai che combinano nelle alte sfere arriveranno a cascata sulle nostre teste senza darci preavvisi.
I soldi pubblici, le tasse che profumatamente sborsiamo, servono solo a mantenere una casta corrotta, millantatrice e inetta.
Dinastie di politici che non hanno mai preso in mano una zappa, o piantato un chiodo, ancora una volta ci prenderanno per il naso e ci faranno credere a inaudite elaborazioni degli errori commessi e dei quali dovrebbero rispondere di persona.
Tante versioni, di diversi colori, ci saranno propinati dalla TV, complice di ogni nefandezza nella sua gamma a ventaglio di programmi a favore di questo o di quel partito, unico filo conduttore tra le case degli italiani e le bugie governative.
Questa vischiosa rete partitica non presenta nemmeno una falla: uscirne è impossibile, entrarci è l’ambizione di molti e chi resta fuori non può più penetrarla, né ricevere verità da chi sta dentro.
Le tante leggi e i decreti che vengono emanati all’insaputa della gente, fanno poco notizia. I linguaggi forbiti completano il quadro delle tante imposizioni che vengono emanate per correggere il tiro degli errori di tutti quei “monarchi” che siamo costretti a mantenere e riverire.
Impietose immagini televisive vengono soppiantate subito da spettacoli per “guardoni”, a dir poco, deplorevoli, ma che vanno bene per rincitrullire ancora di più le persone e non far loro intuire la verità del nulla. Ma è la ricerca del successo a qualunque prezzo quella che in questa società è l’attività più remunerata e ambita.
Ci si aspetterebbe di ascoltare programmi elettorali che prospettino idee nuove, oppure ci piacerebbe ascoltare disarmanti verità su situazioni reali e possibilità future. Ci piacerebbe scoprire che ancora esistono persone oneste e sapere che faranno del loro meglio per aiutare la gente. Ma nei tanti, troppi, programmi, scopriamo solo rancore, rivalse, ripicche, astio e cattiveria.
Non si legge: “faremo quello che potremo”, ma “non faremo quello che hanno fatto gli altri!”. In realtà non esistono idee, né programmi, solo il timore di perdere privilegi e il piccolo potere ottenuto manipolando la buona fede del popolo.
“Sotto il vestito niente” citava il titolo di un film; come non mai rende l’immagine di una società alla deriva e dei suoi rematori incapaci di far ritornare il paese sulla rotta giusta. Mi chiedo a cosa servirà votare, ma pretendo di poterlo fare. Il mio diritto lo voglio esercitare e lo voglio esercitare come mi spetta. I pasticciacci di chi governa vanno sistemati dagli stessi che li hanno combinati e chi è responsabile si prenda finalmente le sue responsabilità!
Franca Oberti
DE ROGANTIBUS
Dalla nostra collaboratrice Anna Maria Zenobi riceviamo e pubblichiamo:
Chi sono i roganti? Coloro che chiedono o domandano. A Berlusconi, che fa leggi ad personam, come se l’Italia fosse una sua azienda, non servono consensi del popolo,ma nemmeno dei suoi parlamentari, asserviti al potere. La sua maggioranza è una squadra, sempre pronta per votare le leggi con cui decidere per il bello e cattivo tempo nel nostro paese. Che ne è delle sue promesse sulle leggi ad rem publicam?
Abrogare le leggi esistenti e modellarle secondo il personalistico criterio di condurre le sorti della politica, è sua prerogativa, e sua sponte decide del destino dei popoli. Con una mano dà, e se ne fa un vanto, e con cento tentativi, come una piovra, toglie sconsideratamente.
La corruzione del sistema politico ha investito tutti i sistemi lavorativi, da quelli impiegatizi a quelli delle professioni libere, ai lavori subordinati ed altro.
Quale domani si prospetta per la nostra gioventù, ubriaca di “X Factor”, “Grande Fratello”, di “Amici”, di mode scomposte, di trans, di alcol, di droga e discoteche…?
A qual proposito la tanto agognata meritocrazia in un governo che non lascia spazio alla moralità?
L’Italia non s’è desta, e dell’elmo si cinge la testa.
Anna Maria Zenobi
SUL LEGITTIMO IMPEDIMENTO DOVREMMO SAPERNE DI PIÙ
Dalla nostra collaboratrice Anna Maria Zenobi riceviamo e pubblichiamo:
Le ripercussioni della crisi economica mondiale si sono fatte sentire anche sul piano politico.
La democrazia parlamentare, difatti, volge verso ideologie classiste, ansiose di potere, ingorde di denaro, passionate, che vanificano leggi, programmi di governo, ideologie diverse da quella dominante, la fiducia nella Magistratura, l’esercizio in piena libertà della funzione dell’opposizione…
Sembra quasi una premessa alla dittatura. Il clima è lo stesso e facilita tutte le operazioni che il governo fa.
Ora, ad emendamento approvato dalla Camera con votazione della maggioranza di governo, ma non all’unanimità, domandiamo ai signori dell’erario pubblico a chi serve tale emendamento.Ai futuri eletti?
Ma è stato categoricamente affermato che hanno emesso una norma che penalizza gli indagati che volessero fare politica attiva, escludendoli dalle liste elettorali per garantire ai cittadini che la corruzione politica non alberga dalle loro parti. Si ha quindi ragione di credere che tale emendamento serva ad hoc agli indagati politici già insediati nell’azione di governo. In più domandiamo se tale emendamento può avere valore retroattivo e se i personaggi politici che hanno cause pendenti e processi in corso possono usufruire di tale legge.
Dentro la botte di ferro ci sono più o meno quasi tutti e questa politica che fa regole “usa e getta” è davvero ignominiosa.
Allora: “Non portiamo la patria all’agonìa / al sangue condannata e al lamento. / E contro questo sta la mia poesia / Che va per ogni dove, come il vento.
Così scriveva Pablo Neruda infiammato d’amor patrio nella poesia “Mai”
Anna Maria Zenobi
ELEZIONI AMMINISTRATIVE REGIONALI AVVELENATE:
BERLUSCONI INFRANGE IL CONTRATTO CON GLI ITALIANI
Dal nostro collaboratore Michele Sequenzia riceviamo e pubblichiamo:
Stiamo ancora battendo i denti a causa delle gelate di marzo, si stenta ad uscire da questo gelido inverno. Mancano pochi giorni all’apertura dei seggi e tutto è ancora in alto mare, programmi, liste, candidati. Una disinformazione continua a nascondere la verità, si vive male nell’insicurezza, non si sa che cosa succederà domani mattina. I cittadini tutti sono frastornati da continui scontri tra governo e magistratura, non sanno più come orientarsi, per chi mai votare? Come si esce da questo pantano? La politica è come il giuoco del poker, ma le carte sono tutte truccate. L’unica carta vera è che il governo Berlusconi continua nella sua opera di devastazione dei principi democratici.
Un grave attentato alla libertà è avvenuto in questi giorni, proprio nel corso dell’ultima conferenza stampa quando il premier, sempre più fuori di se, ha perso il controllo ed ha avuto un lungo battibecco con un giornalista freelance, Rocco Carlo Magno. Berlusconi lo ha più volte insultato mentre il giornalista aveva iniziato a porre delle domande prima del suo turno. Il presidente del Consiglio - udite, udite - lo ha fatto allontanare, con l’intervento del ministro La Russa, nelle vesti di un brutale buttafuori. Il giornalista rientrato ha continuato e il premier gli si è rivolto dicendo “Si vergogni. E’ solo un villano”. “Lei si sta rendendo volgare e ridicolo - ha continuato il premier mentre il giornalista gli chiedeva chiarimenti sull’Aquila - io capisco perché lei sia così arrabbiato. La mattina quando lei si pettina davanti allo specchio, si è già rovinato la giornata”. Il cronista non ha desistito e il Cavaliere ha perso la pazienza: “Questa è una conferenza stampa e non è per gli individui come lei ma per i giornalisti. A nessuno di noi passerebbe nemmeno per la testa di andare a disturbare una conferenza stampa di un leader della sinistra in un momento come questo. Questo dimostra la sua sensibilità. Questa è la sinistra, la sinistra con cui abbiamo a che fare”.
La verità è che le cronache di ogni giorno riferiscono il continuo vilipendio e delegittimazione non solo della nostra libertà di opinione, ma anche quella degli organi di controllo e di garanzia, senza i quali non esiste la nostra libertà. Ciò ha permesso l’impunità di alti rappresentanti della Repubblica, come di un disgustoso entourage di profittatori, di truffatori, oggi coinvolti in scandalosi traffici di denaro pubblico. Le casse della penisola sono dissanguate a causa di continui accaparramenti di denaro della collettività da parte di squallidi rappresentanti della “nomenklatura” tutta nostrana, oggi finalmente in carcere.
Gli esempi di malgoverno sono davanti agli occhi di tutti noi. Il presidente del Consiglio oggi governa l’Italia per conto proprio,come sua proprietà privata, non per conto degli Italiani. Da anni Silvio Berlusconi, con proclami di custode della Costituzione, grazie ai suoi potenti mezzi finanziari, non ha fatto altro che portare avanti il proprio obiettivo politico. Una volta al potere, usando ogni mezzo,ha potuto attuare la depenalizzazione del falso in bilancio, ha occupato e modificato palinsesti della RAI, cacciato giornalisti, operato condoni edilizi e scudi fiscali a favore di clienti di partito, svuotato il Parlamento delle sue fondamentali prerogative, provveduto a derubricare delitti e a ridurre i termini di prescrizione, attaccando a fondo la magistratura, dipingendola come sovietica. Ora, per suo unico tornaconto, cerca di inficiare le regole legislative della presentazione delle liste elettorali. Cari giovani elettori: noi ormai, vecchi, abbiamo compiuto il nostro percorso in questa vita ma attenzione: sono in pericolo le regole della democrazia e dei principi costituzionali, del vostro futuro, questo è certo. Il governo sempre più arrogante,intende far piazza pulita di ogni opposizione, di ogni principio costituzionale. Giorno dopo giorno si scaglia contro giudici, magistrati, giornalisti accusati di essere comunisti, come fossero tanti sovversivi.
Il Paese tutto si è arenato in una crisi di democrazia, che lo fa sprofondare nell’inazione. L’opposizione, divisa su tutto, senza alcun programma, non offre alcun orientamento all’elettorato, incapace di reagire. E’ evidente che Berlusconi ha un solo obiettivo: controllo costante dell’opinione pubblica come strumento di misurazione del consenso.
Michele Sequenzia
Freddura della settimana:
“Stiamo uscendo dalla crisi! Stiamo risalendo!”
(barzelletta raccontata pubblicamente da Silvio Berlusconi).
Proverbio della settimana:
“Se il politico ringhia, fai un buco nella cinghia”.
Avviso ai naviganti di sabato 6 marzo 2010
IN DISTRIBUZIONE IN TUTTA ITALIA E NELLE EDICOLE DEL TIGULLIO
“BACHERONTIUS”: 48 PAGINE RICCHE DI SERVIZI,
INCHIESTE E ARTICOLI
Spedito (tramite le Poste) martedì 23 febbraio in tutta Italia e presente (da sabato 27 febbraio) nelle edicole del Tigullio, il nuovo numero del periodico “Bacherontius”, con 48 pagine (di cui 16 a colori), propone decine di articoli, inchieste, servizi, satira, polemiche e tante notizie.
I lettori-abbonati di tutta Italia (dal Trentino alla Sicilia) hanno ricevuto il giornale (tutti meno i nostri abbonati di Rapallo e di Santa Margherita Ligure: VERGOGNA alle Poste, e lunedì, se non arriveranno le copie a destinazione partiranno le segnalazioni all’Ufficio Reclami) e pertanto potranno prendere visione delle nuove iniziative dell’ANPAI-Bacherontius, tra cui i bandi della 33ª edizione del Premio Letterario Internazionale “S. Margherita Ligure-Franco Delpino” (scadenza 31 marzo 2010) del Premio Letterario “Città di Colonna”.
Chi vorrà acquistarlo in edicola (a soli 2 euro la copia), potrà contribuire a tenere in vita una pubblicazione libera, che non ha pubblicità e che non riceve alcun finanziamento statale o regionale.
L’abbonamento annuo al “Bacherontius” (che consente il comodo invio a domicilio) costa invece solo 20 euro l’anno (quota minima) e può essere sottoscritto inviando la quota a mezzo assegno (intestato a “Tigullio-Bacherontius”) al nostro indirizzo (Via Belvedere n. 5 - 16038 Santa Margherita Ligure GE), oppure versando l’importo sul c/c postale n. 28745487 intestato a “Tigullio-Bacherontius”, specificando chiaramente la causale.
RICORDIAMO CHE “BACHERONTIUS” È UN GIORNALE
DA SOSTENERE PROPRIO PERCHÉ
FINANZIATO ESCLUSIVAMENTE DAI LETTORI
TUNNEL “RAPALLO-RAPALLO”: CONFRONTO-SFIDA
CAMPODONICO-CAPURRO AL PUNTO INCONTRO
DELLA “TIGULLIANA” VENERDI’ 19 MARZO ALLE ORE 17
Il dado è tratto e la sfida è stata lanciata.
L’Amministrazione comunale di Rapallo, guidata dal sindaco Mentore Campodonico, per mascherare l’immobilismo sul tema della viabilità, cioè l’incapacità di proporre soluzioni adeguate e tempestive, scarica le sue responsabilità gestionali sulla vicina città di Santa Margherita Ligure, dimenticando di raccontare ai propri concittadini tutta la verità.
E poiché siamo convinti che la “boutade” di Campodonico abbia assunto connotati elettoralistici e sia un modo per sviare l’attenzione sulla lenta agonia iniziata dalla sua maggioranza e sulle contraddizioni che sicuramente emergeranno dopo le elezioni regionali (contraddizioni che potrebbero portare alla caduta della sua amministrazione) noi, questa “polpetta avvelenata” la vogliamo restituire al mittente attraverso una vera e propria “sfida”, chiedendo al sindaco di Rapallo Campodonico di dare (in particolare ai suoi concittadini) una risposta chiara circa l’ipotesi di tunnel “Rapallo-Rapallo” con uscita a San Michele di Pagana.
Campodonico è pubblicamente invitato a dire in maniera esplicita quanto segue: quella “proposta” è fattibile oppure no? La “soluzione” adottata dal suo predecessore Armando Ezio Capurro piace o non piace (politicamente parlando) all’attuale amministrazione rapallese?
Campodonico deve sgombrare il campo da ogni equivoco. Perché delle due l’una: se l’ipotesi del “tunnel corto” è una grandissima “cazzata”, Campodonico abbia il coraggio di dire: “quella è una cazzata del mio predecessore!” e si assuma (soprattutto) la responsabilità di dirlo ai suoi concittadini, che hanno creduto in questa soluzione, su cui (peraltro) i cittadini di S. Margherita Ligure si sono astenuti da ogni commento o presa di posizione (anzi: con la firma - quattro anni fa - dell’allora sindaco Claudio Marsano, di fatto, l’hanno addirittura avallata).
Se, viceversa, la soluzione del “tunnel corto” Rapallo-Rapallo o Rapallo-San Michele è fattibile (percorso breve, minori costi, tutto in galleria, impatto ambientale zero), dica allora Campodonico per quale motivo la sua amministrazione non ha portato avanti questa ipotesi, che è ferma al palo.
Stesso discorso (per essere bi-partisan) vale per il Governatore uscente e candidato Claudio Burlando, il quale ha accolto l’ex sindaco di Rapallo Armando Ezio Capurro nelle proprie fila.
Campodonico non può, a questo punto, nascondersi dietro un dito (anche perché la sua stazza glielo impedirebbe…). Esca dunque allo scoperto e dica per quale motivo, in due anni e mezzo, la soluzione del tunnel “Rapallo-Rapallo” con uscita a San Michele di Pagana non è avanzata neppure di un centimetro.
Marco Delpino
TUNNEL “RAPALLO-RAPALLO”:
CAPURRO ACCETTA LA SFIDA
(E QUINDI IL CONFRONTO)
L’ex sindaco di Rapallo Armando Ezio Capurro, attraverso una telefonata nella mattinata di giovedì 4 marzo, ha accettato la nostra proposta di un incontro al Centro della “Tigulliana” di Santa Margherita Ligure per le ore 17 di venerdì 19 marzo.
A questo punto attendiamo la risposta dall’attuale sindaco di Rapallo Mentore Campodonico…
TUNNEL “RAPALLO-SANTA MARGHERITA LIGURE”:
UNA FOLLIA…
Dalla nostra collaboratrice Giovanna Benetti riceviamo e pubblichiamo:
Mercoledì 3 marzo, in una conferenza stampa indetta dal “Comitato antitunnel”, organizzata da Marco Delpino, editore del nostro giornale, presenti giornalisti di testate locali e rappresentanti delle organizzazioni ambientaliste, si è parlato, dopo 5 anni, di un argomento che si credeva morto e sepolto: la costruzione del tunnel tra Rapallo e Santa Margherita. Ai tempi dell’ex sindaco rapallese Armando Ezio Capurro erano state raccolte a Santa Margherita ben 5mila firme contro la sua costruzione. Il tunnel non si costruì perciò per vari motivi, quali tra gli altri economici, ma anche per una netta opposizione dei sammargheritesi.
Non si sarebbe mai pensato che dopo tutto questo tempo, per ragioni chiaramente elettorali, si usasse come spot la proposta di fare il tunnel (sembra una “boutade” quasi quanto quella del ponte sullo stretto di Messina).
Inimmaginabile sarebbe il disagio se si facesse quello più lungo, che dovrebbero subire coloro che vivono all’altezza del Covo. Pare, infatti che per 3 anni più o meno 140 camion al giorno passerebbero dalla zona avanti e indietro.
Delpino, intervenendo per primo, ha sostenuto che la giunta comunale rapallese, incapace di prendere soluzioni tempestive ed adeguate, sta cercando di scaricare il tutto su Santa Margherita che desidera rimandare il tutto al mittente.
Prima Capurro e ora Campodonico sarebbe ora si prendessero le loro responsabilità.
Il tunnel corto è voluto o no dai rapallesi? Non è Santa Margherita che deve decidere, ma Rapallo. Questo è un problema loro.
Delpino propone di affrontarlo una volta per tutte e dà la disponibilità del suo locale della Tigulliana per l’incontro tra l’ex sindaco Capurro e l’attuale Campodonico sul problema tunnel corto: venerdì 19 marzo alle ore 17.
Ora è entrato in campo anche l’Ente Parco di Portofino nella figura del suo Presidente Francesco Olivari, seccato perché non è mai stato interpellato. Infatti, il piano del Parco non prevede il tunnel e, qualora lo si proponesse, una parte del tracciato rientrerebbe nel parco.
L’ing. FrancoTraverso, dell’associazione ambientalista “Tuteliamo Santa”, succedendo nell’intervento, ritiene la costruzione del tunnel “Rapallo-Santa Margherita” una pazzia.
Un tempo esistevano due progetti, quello dell’Anas ed un altro. Si parlava di una bretella che sarebbe dovuta terminare in Corso Cuneo a Santa Margherita.
Ora si parla di un tunnel tutto in galleria dal costo faraonico e difficile da costruirsi, perché sarebbe necessario “bucare” la montagna e in zona oltretutto passa la ferrovia.
Un’uscita prevista sarebbe in via Dogali (la proposta dell’Anas era di una rampa elicoidale).
Anche Traverso tiene a sottolineare dell’allucinante impatto ambientale che avrebbe un’uscita al Covo, zona dall’immenso valore ecologico che diventerebbe teatro, come si è già detto, per anni di un viavai di camion.
I fautori del tunnel sostengono che in alcuni periodi dell’anno (sempre meno a dire il vero) succedesse un incidente stradale col tunnel si potrebbero salvare vite umane.
Ma è da anni che altrove si impiegano gli elicotteri per i soccorsi!
Il FAI nella figura di Andrea Fustinoni sostiene che il tunnel è frutto di una ideologia degli anni ‘70: mancanza di sentimento ecologista e tanta disponibilità economica. E’ una follia ambientale.
Ci sono paesi nei quali non si circola con i mezzi privati (Sirmione, Zermatt), si faccia la stessa cosa anche qui. Tra l’altro è un’opera che servirebbe solo per un brevissimo periodo dell’anno: quello del maggiore afflusso turistico.
Alla fine della conferenza stampa è “saltata fuori” anche un’altra proposta che viene da Rapallo: mettere dei semafori (all’incrocio col cimitero sempre di san Michele) alternati. Altra follia.
Giovanna Benetti
I NODI AL PETTINE DELLA SANITÀ/1
CLAMOROSE RIVELAZIONI DEL SINDACO ROBERTO DE MARCHI: “LA ASL VOLEVA VENDERE L’OSPEDALE DI SANTA MARGHERITA LIGURE”
Domenica scorsa, 28 febbraio, ore 9.30. Riunione alla sede dell’AVIS di Santa Margherita Ligure. Numerosa la partecipazione del pubblico. Presente anche il sindaco della Città Roberto De Marchi. Presente (nel ruolo di giornalista) anche chi scrive.
Dopo i discorsi di rito, prende la parola il sindaco e, posto qualche preambolo, rivela clamorosamente che la ASL 4 “Chiavarese” era intenzionata a vendere ai privati l’edificio dell’Ospedale di Santa Margherita Ligure.
“Poche settimane dopo il mio insediamento - racconta De Marchi - il direttore della ASL 4 (Paolo Cavagnaro, n.d.r.) mi chiede di reperire o comunque indicare un locale di 600 metri quadrati per realizzare la piastra ambulatoriale di Santa Margherita. Alla mia obiezione: ma avete già l’Ospedale!, il direttore risponde serafico: ma i fondi non ci sono e l’ospedale siamo intenzionati a venderlo”.
“Ecco il motivo della proposta avanzata dalla mia amministrazione per la riqualificazione del nosocomio cittadino”, ha aggiunto De Marchi.
“Perché in quel modo, il Comune avrebbe messo la ASL di fronte alle proprie responsabilità: con i due milioni di euro per l’acquisizione dell’area da parte del Comune (cui andrebbero aggiunti i due milioni e passa di euro stanziati dalla giunta regionale nel novembre scorso, n.d.r.), la ASL non avrebbe più alcun alibi per non realizzare la piastra ambulatoriale e quella riqualificazione sanitaria secondo un ben preciso piano a suo tempo esposto, che tuttavia era scoperto sul piano finanziario”.
Con queste dichiarazioni, in pratica, De Marchi ha voluto fornire quei chiarimenti che avevamo ripetutamente chiesto sul nostro sito, in questa rubrica, nelle scorse settimane, ed anzi ha aggiunto che nella “piastra ambulatoriale” un ruolo primario l’avrà pure la radiologia (che, secondo le accuse del suo predecessore Claudio Marsano, sarebbe sparita).
A questo punto, però, resta la clamorosa rivelazione circa la volontà di vendita da parte della ASL 4. Una ventilata volontà di vendita di cui si vociferava da tempo, che ora il sindaco De Marchi ha pubblicamente denunciato.
Attendiamo gli sviluppi…
Marco Delpino
I NODI AL PETTINE DELLA SANITÀ/2
MATTEO ROSSO E IL SUO IMPEGNO PER L’OSPEDALE DI “SANTA”
Matteo Rosso è un politico perbene, uno di quelli che credono nei valori della politica, uno di quelli che vorresti ce ne fossero a centinaia, mentre poi ti accorgi che sono quasi simili alle “mosche bianche”.
Consigliere regionale uscente, si ricandida alla Regione Liguria nelle fila del PdL. È un personaggio di cui abbiamo avuto modo di constatare la coerenza, la correttezza ed anche il coraggio delle sue azioni.
Ha pubblicato un libretto in cui, documentatissimo, denuncia “gli sprechi della sinistra” (ci vorrebbe un Matteo Rosso anche nel centro-sinistra per denunciare pure “gli sprechi del centro-destra”…).
Ho incontrato Matteo Rosso una sera di qualche giorno fa a Santa Margherita Ligure e gli ho chiesto lumi circa la sua “proposta” di istituire un “pronto intervento” anche all’Ospedale di “Santa” nel momento in cui aprirà il nuovo nosocomio di Rapallo.
Dalle colonne di “Diario di bordo” avevo esplicitamente chiesto a Rosso se si trattava di una “promessa elettorale” fine a sé stessa e niente più. Rosso non si è sottratto alla “provocazione” e, al contrario, mi ha assicurato il suo personale impegno, sia che vinca sia che perda la sua coalizione.
Matteo Rosso è convinto che l’ospedale di Santa Margherita Ligure meriti un punto di primo intervento, magari aperto solo in particolari momenti dell’anno (in estate o durante alcuni periodi di massimo afflusso turistico). Su questo tema è pronto a battersi. E questo impegno lo ha preso di fronte ad altre persone di Santa Margherita Ligure. Noi, giornalisticamente, ne prendiamo atto.
Marco Delpino
LA “PERLA DEL TIGULLIO”
SI ALLARGA A TUTTO IL GOLFO
Riceviamo e pubblichiamo:
«L’Associazione “Perla del Tigullio”, anche alla luce delle recenti iniziative sul territorio, ha ritenuto opportuno, per ottimizzare il contatto con le realtà locali, e considerata l’opportunità di proseguire sul radicamento nel territorio del Tigullio, nominare dei Rappresentanti di Zona, i quali integreranno il Direttivo. La presenza dell’Associazione in tutto il Tigullio ha reso necessario avere dei precisi punti di riferimento in zona, al fine di migliorare la qualità del servizio reso ai Cittadini dell’intero comprensorio. I nominativi sono i seguenti:
Dr.ssa Olga Sofia Schiaffino, Delegata di Zona di Rapallo (medico psichiatra);
Dr. Maurizio Patria, Delegato di Zona di Chiavari (funzionario di banca);
Dr. Giorgio D’Alia, Delegato di Zona di Portofino (patrocinatore legale);
Dr.ssa Romina Comeglio, Delagata di Zona sestri Levante e Moneglia (consulente)».
Perla del Tigullio
FARMACIA COMUNALE DI SAN SIRO:
IL “COMITATO” NON DEMORDE E ANNUNCIA NUOVE BATTAGLIE
Dal “Comitato contro la vendita della farmacia comunale di San Siro” riceviamo e pubblichiamo:
«Una lenta e penosa agonia per una nomenklatura politica ormai fuori dal tempo e dalla città, arroccata nel fortino di Piazza Mazzini come in un bunker assediato dai cittadini e dai loro problemi, decide di bocciare una mozione voluta dalla popolazione e presentata dai Consiglieri comunali di minoranza che chiedeva di sospendere la delibera di vendita della Farmacia Comunale. Questo dà l’impulso al Comitato a proseguire la battaglia sulla difesa di un bene pubblico. I cittadini non sono con voi, e se volete dimostrare il contrario deliberate una petizione popolare. In alternativa saremo costretti a farlo noi (questo ci chiedono i residenti di San Siro). Andremo avanti con tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione, compreso il ricorso al TAR, sostenuto da centinaia di firme.
Se pensavano di liquidarci con una serata in Consiglio comunale, hanno fatto un grosso errore…».
FARMACIA COMUNALE DI SAN SIRO:
IL COMUNE MINACCIA AZIONI GIUDIZIARIE
Dal portavoce del Sindaco Roberto De Marchi, Gian Maria Bavestrello, riceviamo e pubblichiamo:
«In riferimento alle dichiarazioni provenienti da più parti e non in ultimo ventilate anche in Consiglio Comunale, su una probabile o certa impugnazione della deliberazione con oggetto “alienazione della Farmacia Comunale” davanti al TAR, il Sindaco Roberto De Marchi ritiene necessario precisare quanto segue: “Ribadendo due principi fondamentali dello Stato democratico che sono da una parte il diritto costituzionale ad agire in giudizio, dall’altra il diritto-dovere degli eletti di effettuare scelte volte a tutelare l’interesse pubblico, dichiaro che questa Amministrazione difenderà i propri legittimi atti in ogni sede e che, qualora dalle iniziative intraprese derivassero danni per la comunità di Santa Margherita Ligure, coloro che di tali danni fossero responsabili saranno chiamati a risponderne. Quanto sopra senza alcun amor di polemica, ma col solo intento di tutelare gli interessi della collettività, unico scopo del nostro amministrare».
FARMACIA COMUNALE DI SAN SIRO:
UNA LETTERA DI PRECISAZIONE
DA “RIFONDAZIONE COMUNISTA”
Riceviamo e pubblichiamo:
«Il Circolo “G. Rusmani” di Rifondazione Comunista di Santa Margherita, dopo aver aderito al Comitato “contro la vendita della Farmacia Comunale” del quartiere di San Siro, preso atto dell’atteggiamento estremamente ostile dell’Amministrazione Comunale nei confronti dello stesso e della sua composizione bipartisan, si sente in diritto di fare alcune considerazioni e precisazioni.
In primo luogo riteniamo che sarebbe opportuno che tutti i soggetti politici e specialmente quelli impegnati in prima persona nella prossima campagna elettorale, facessero un passo indietro. Così non si permetterebbe di dare seguito a critiche e facili strumentalizzazioni tali da mettere in cattiva luce l’iniziativa popolare. In primis, a comportarci in tale senso siamo stati noi di Rifondazione Comunista, il nostro Circolo dopo aver aderito entusiasticamente ha limitato la sua azione per permettere l’autonomo movimento dei cittadini.
In secondo luogo stentiamo a capire l’atteggiamento del Sig. Sindaco e della Giunta, che mancando della necessaria serenità, non accettano la legittima manifestazione di dissenso da parte dei cittadini messa in atto con metodi Democratici,, ma ricorre a mezzi squallidi e incettabili quali l’intimidazione sia verso il Comitato, con minacce di denunce, sia verso i Cittadini firmatari, intercettandoli nei pressi del gazebo del Comitato e il discredito mettendo in dubbio la limpidezza della raccolta di firme. Il Comitato anche se composto in parte da iscritti a Partiti politici schieratisi in competizione con “Gente per Santa” alle ultime Elezioni, non ha avuto la sua ragione di essere per contrapporre l’Amministrazione “a prescindere”.
II nostro Partito denota un aumento pericoloso di egocentrismo da parte di chi ha ricevuto il mandato per amministrare la Città, con tutti “i numeri” per portare avanti l’iter di delibere come quella della farmacia di S. Siro.
Ci riserviamo eventualmente di contrastare l’Amministrazione politicamente, qualora se ne ponesse il caso su altre questioni non meno importanti, ma su cui nutriamo grandi aspettative nei confronti del Sindaco; come l’impegnarsi contro la privatizzazione dell’acqua , nella lotta alle false residenze e soprattutto l’inizio di una seria e concreta politica di rilancio della nostra cittadina anche sul piano occupazionale».
Il Direttivo del Circolo di “Rifondazione comunista”
LA GIORNALISTA SILVIA NEONATO
NEO PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE
“L’OCHIN” DI CAMOGLI
La giornalista Silvia Neonato è stata nominata Presidente dell’Associazione “L’Ochin” di Camogli per il periodo di tre anni come previsto dallo statuto. Antonio Leverone si è reso disponibile per affiancare la Neonato come responsabile della segreteria e del coordinamento, e il Comitato ha confermato l’incarico.
In merito alle attività in corso, il Comitato concorda nel portare avanti le proposte delle “Domeniche di lettura” secondo il calendario che sarà sviluppato in funzione delle disponibilità delle sale (“Cenobio dei Dogi”, in particolare, ed eventuali altre in alternativa). Si è anche trattato della questione “Teatro nel bosco”, valutando la opportunità di impostare un nuovo progetto per il suo ripristino, non più in forma sperimentale ma definitivo. La positiva attività che si è svolta per i tre anni di programmazione sperimentale sono una buona premessa per poter proporre nuovamente ai soggetti interessati (Ente parco Portofino, Comune di Camogli, Comune di Santa Margherita, Comune di Portofino, Riserva naturale marina di Portofino, Provincia di Genova e proprietà del sito di Portofino Kulm) il progetto.
Intanto, per la Giornata della Donna, il sodalizio culturale percorrerà un percorso di parola, lettura ed immagini su come è cambiata la vita femminile dall’800 ad oggi: Lella Canepa, presentando una mostra, a sua cura, di oggetti, abiti e strumenti delle donne di un tempo, ci accompagnerà attraverso il lavoro, i tempi e le fatiche delle donne fino ai nostri giorni.
Affrontando, ad esempio, “la tecnologia diffusa su larga scala, a partire soprattutto dagli anni ‘50, ha permesso di evitare gran parte della fatica fisica indispensabile per ogni gesto dell’attività quotidiana. Ma se per gli uomini, abituati, oggi come allora, a uscire di casa la mattina per rientrarvi solo a sera, per noi donne il quotidiano domestico è stato radicalmente modificato”
Attraverso le immagini del “cabaret poetico” di Donatella Mei “Tesoro, no” entreremo in un particolare mondo di poesia femminile comica rivolto verso la lingua del corpo. Una sorta di trasgressione che Donatella “la passera solitaria” affronta per affermare l’autonomia, anche sessuale, della donna dei nostri giorni.
Antonio Leverone
ATTENTI ALLE PRIVATIZZAZIONI
LE TARIFFE IN ITALIA
SONO LE PIÙ CARE D’EUROPA
Dal nostro collaboratore Michele Sequenzia riceviamo e pubblichiamo:
Il processo delle liberalizzazioni-privatizzazioni ha una lunga storia che inizia in Italia nel 1992. Crisi economiche ricorrenti, instabilità dei mercati hanno sicuramente peggiorato le “performances” delle amministrazioni pubbliche. Privatizzando, si è pensato, anche in questi ultimi giorni, di rendere competitiva la macchina pubblica, e di risanarne i bilanci in rosso. Ma sarà il vero toccasana? Si sono fatte attente analisi di mercato, di redditività, di rilancio, prima di decidere di alienare beni della collettività? E la popolazione ne avrà un beneficio, oppure dovrà sopportare nuovi pesanti oneri e disservizi? La realtà che emerge - al di là delle varie posizioni pro o contro le privatizzazioni - dimostra che privatizzando si ha un aumento dei prezzi dei servizi, mentre aumenta la disoccupazione e si ha un abbassamento degli stipendi e dei fatturati. E’ ovvio che privatizzando si favoriscono i concentramenti di capitale in poche ricche mani. La privatizzazione in generale, secondo quanto comunica la Corte dei Conti, “altera sostanzialmente gli incentivi” , in quanto si genera un potenziale conflitto di interesse fra gli utenti, cioè coloro che beneficiano dei servizi, e mirano alla economicità dell’offerta, e gli investitori privati. E’ altrettanto ovvio che gli azionisti privati, sono esclusivamente interessati, non a “migliorare il servizio” verso la collettività, ma piuttosto a incrementare i loro interessi privati e i “ritorni finanziari”. Quindi, “gli interessi in gioco dovrebbero essere bilanciati dalle politiche di regolazione, che dovrebbero fornire adeguati incentivi all’investimento, pur garantendo la concorrenzialità dell’industria”. Ma è così? In realtà, le privatizzazioni in Italia hanno avuto l’effetto, assolutamente negativo per i consumatori finali, di far aumentare le tariffe, che risultano notevolmente più elevate di quelle richieste agli utenti di altri Paesi europei, senza offrire un servizio migliore. Ad affermarlo è la Corte dei Conti nel rapporto su “Risultati e obiettivi delle operazioni di privatizzazioni di partecipazioni pubbliche” facendo riferimento anche alle banche e alle autostrade.
Non ci sarebbero poi elementi per dimostrare che l’aumento delle tariffe è stato effettivamente necessario per sostenere i necessari investimenti in infrastrutture: i dati disponibili “non forniscono conclusioni univoche che l’elevata redditività del settore, influenzata dagli elevati livelli di indebitamento, sia stata effettivamente funzionale a promuovere le politiche di investimento delle società”. In pratica le nostre utilities privatizzate, come acqua e energia, hanno aumentato la capacità di generare profitti degli azionisti, senza alcun beneficio ai consumatori.
Ma questo aumento non è stato dovuto al recupero di efficienza sul lato dei costi, ma all’aumento, spesso indiscriminato, dei prezzi delle bollette fatte pagare all’utenza.
“E considerazioni analoghe - si legge nel rapporto della Corte dei Conti - possono valere anche per ciò che attiene agli effetti sul livello sia delle tariffe autostradali, sia degli oneri che il sistema bancario pone a carico della clientela, tutt’oggi sistematicamente e considerevolmente più elevato di quello riscontrato nella maggior parte degli altri paesi europei”.
Ed anche le relazioni annuali delle Autorità di vigilanza “evidenziano come le privatizzazioni e l’attuale corso della presenza pubblica nei settori dell’energia e del gas non impediscano che le tariffe a carico di ampie categorie di utenti siano notevolmente più elevate di quelle richieste agli utenti in altre realtà dell’Unione Europea, e ciò in ragione del permanere di situazioni di monopolio di rete”.
Un meccanismo nel quale, per la Corte dei Conti, riveste un ruolo l’alto indebitamento delle aziende che operano in mercati regolamentati, che può servire ad “aumentare strategicamente il rischio di insolvenza in modo da ottenere tariffe più alte per poter rifinanziare gli investimenti. L’impresa regolata usa quindi il debito come uno strumento per ottenere un impegno vincolante da parte del regolatore a mantenere, falsando il mercato libero, un elevato livello di profittabilità”.
“La dinamica dei prezzi risulta molto accentuata per acqua, gas, e pedaggi autostradali, più contenuta per l’energia elettrica e in marcata riduzione per i servizi telefonici”.
Un tema che ci auguriamo venga discusso ampiamente, con la massima partecipazione della cittadinanza, degli organi di governo, esaminato da ogni punto di angolazione, senza pregiudizi di ordine politico, ma incentrato su semplici, evidenti dati di fatto.
Michele Sequenzia
Proverbi della settimana. Di fronte ai temi del tunnel e dell’ospedale di Santa Margherita Ligure, diciamo: “Aspetta e spera…”.
Riguardo all’obbrobrio dell’allungamento della diga del porto di “Santa”, constatiamo (purtroppo…): “Indietro non si torna!”.
Infine, sul problema della Farmacia comunale di San Siro (vendita sì, vendita no), registriamo una rigorosa contrapposizione tra le parti: “Chi si ferma è perduto!”.
Avviso “speciale” ai naviganti di giovedì 4 marzo 2010
RITORNA IL TUNNEL RAPALLO-SANTA:
UNA “POLPETTA AVVELENATA” ELETTORALE…
Non avremmo mai più pensato di dover ri-costituire, a distanza di cinque anni, il “Comitato Antitunnel Sammargheritese”, né di dover riportare indietro le lancette della storia e ritrovarci oggi a dire cose già dette e ridette, trite e ritrite, dopo anni di battaglie giornalistiche che hanno visto scendere in piazza i cittadini sammargheritesi attraverso una pubblica raccolta di firme (ben 5.000!) contro la soluzione prospettata allora, che avrebbe portato disagi e che (soprattutto) avrebbe causato uno scempio ambientale inaudito con la realizzazione di ponti, viadotti e rampe tali da sfregiare uno degli angoli più belli d’Italia.
Ma tant’è… Siamo in piena campagna elettorale (regionale) e tutto sembra concesso, in nome del… voto.
Ma noi, oltre a ripetere le ragioni che ci spinsero, cinque anni fa, a dar fuoco alle polveri, attraverso la discesa in campo dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e culturali del territorio (e non soltanto locali… come il FAI, Italia Nostra, Green Peace, il WWF, “Fare Verde”, la Lega Ambiente, i VAS, l’Associazione Internazionale “Amici del Monte di Portofino”, “Tuteliamo Santa”, “Gente di Liguria”, tutti sodalizi ri-contattati per correttezza e per chiedere loro la ri-conferma del sostegno dato alla battaglia), vogliamo ribadire concetti antichi (illustrati, a nome di tutti, dall’Ing. Franco Traverso, che fu uno dei relatori tecnici di un convegno promosso il 1° febbraio 2006 al cinema Centrale dall’associazione “Gente per Santa”, che oggi governa la città), e dire qualcosa di nuovo, di fronte a quella che chiamiamo una chiara ed evidente “provocazione elettorale”, meglio: un “ballon d’essai”.
L’Amministrazione comunale di Rapallo, guidata dal sindaco Mentore Campodonico, per mascherare un immobilismo sul tema della viabilità, vale a dire l’incapacità di proporre soluzioni adeguate e tempestive, scarica queste sue responsabilità gestionali rilanciando su Santa la “polpetta avvelenata” del tunnel, quasi a sottintendere che tutti i problemi del traffico di Rapallo siano riconducibili al rifiuto sammargheritese al dialogo.
E poiché la vicenda ha assunto connotati politici (meglio: elettoralistici…), noi, questa “polpetta avvelenata” o questa “bomba” inesplosa, la vogliamo restituire al mittente attraverso una vera e propria “sfida”, che è questa.
Nell’agosto del 2006 l’allora sindaco di Rapallo Armando Ezio Capurro, l’allora sindaco di S. Margherita Ligure Claudio Marsano, il Presidente della Provincia Alessandro Repetto (rappresentanto dall’allora assessore Amico), il Governatore della Liguria Claudio Burlando (rappresentato dall’allora assessore Merlo) firmarono un “accordo di fattibilità”, sotto gli occhi dell’allora Ministro dei Lavori Pubblici Antonio Di Pietro, per la realizzazione di un “tunnel corto” o “tunnel breve” Rapallo-Rapallo o Rapallo-San Michele di Pagana, che anzi prese lo spunto da una nostra “provocazione” (“Volete il tunnel? Fatevelo!”).
Noi oggi chiediamo al sindaco di Rapallo Campodonico di dare a noi (ma in particolare ai suoi concittadini) una risposta chiara: quell’ipotesi di tunnel è fattibile oppure no?
La “soluzione Capurro” piace o non piace (politicamente parlando) all’attuale amministrazione rapallese?
Perché delle due l’una: se l’ipotesi del “tunnel corto” è una grandissima “cazzata”, Campodonico abbia il coraggio di dire: “quella è una cazzata del mio predecessore!” e si assuma (soprattutto) la responsabilità di dirlo ai suoi concittadini, che hanno creduto in questa soluzione, su cui (peraltro) i cittadini di S. Margherita Ligure si sono astenuti da ogni commento o presa di posizione (anzi: con la firma del nostro sindaco, di fatto, l’hanno addirittura avallata).
Se, viceversa, la soluzione del “tunnel corto” Rapallo-Rapallo o Rapallo-San Michele è fattibile (percorso breve, minori costi, tutto in galleria, impatto ambientale zero), dica Campodonico per quale motivo la sua amministrazione non ha portato avanti questa ipotesi, che è ferma al palo.
Ma lo stesso discorso vale, ovviamente, per il Governatore uscente e candidato Claudio Burlando, il quale ha addirittura accolto l’ex sindaco Capurro nelle proprie fila.
Come vedete, il problema NON è quello dei rapporti Rapallo-Santa, ma (come nel caso del tunnel) dei rapporti Rapallo-Rapallo.
Ecco perché, di fronte all’impossibilità di realizzare un tunnel con uscita a S. Margherita Ligure (concetto che noi oggi ribadiamo, nonostante i tentativi di apertura del nostro attuale sindaco, cui vanno aggiunti i “pesanti” vincoli avanzati dal Presidente dell’Ente Parco di Portofino Francesco Olivari, il quale, senza polemiche ma con fermezza, ha dichiarato che, qualora un eventuale percorso dovesse interessare l’area del Parco, l’Ente dovrà esserne fatto parte, e comunque il Piano del Parco, il cui iter di approvazione ha richiesto oltre due anni di discussioni, non prevede affatto tale soluzione. Come dire: campa cavallo…), noi chiediamo a Rapallo di sciogliere le proprie “riserve”, le proprie “contraddizioni” politiche, consci del fatto che parlare di “soluzione Capurro” a Campodonico equivale a sventolare un fazzoletto rosso sulle corna di un toro. Ma è questa la nostra sfida.
Piuttosto che pensare a illegittime soluzioni semaforiche (Campodonico si vada a ripassare il codice della strada, agli articoli 6 e 2 e veda, se gli riesce, di farsi firmare la possibile ordinanza dal Comandante dei Vigili, e non dal Vice…), sciolga l’enigma: tunnel corto, cazzata oppure no?
Per questo mettiamo a disposizione dei due contendenti la nostra sede, qui a S. Margherita Ligure, alla “Tigulliana”, per un incontro “Campodonico-Capurro”. Abbiamo persino individuato giorno e ora, e lo annunciamo con molto anticipo: venerdì 19 marzo alle 17. Vedremo se Campodonico e Capurro accetteranno la sfida. Noi ci limiteremo ad assistere da spettatori “super partes”. Ma vogliamo che l’argomento in oggetto sia il tunnel corto, che è facile a dirsi e difficile a realizzarsi. Tant’è vero che Campodonico, per evitare la soluzione breve, sceglie la soluzione lunga. Per dilatare all’infinito la diatriba su una “polpetta avvelenata” che qualcuno, gioco forza, prima o poi, dovrà mangiare.
Avviso ai naviganti di sabato 27 febbraio 2010
IN TUTTE LE EDICOLE DEL TIGULLIO E IN DISTRIBUZIONE IN TUTTA ITALIA
“BACHERONTIUS” DI FEBBRAIO:
48 PAGINE DI SERVIZI,
INCHIESTE E ARTICOLI
Presente in tutte le edicole del Tigullio già da oltre una settimana, è stato spedito (tramite le Poste) martedì 23 febbraio in tutta Italia il nuovo numero del periodico “Bacherontius”: 48 pagine (di cui 16 a colori) con decine di articoli, inchieste, servizi, satira, polemiche e tante notizie.
I lettori-abbonati stanno ricevendo il giornale (poste permettendo) e potranno prendere visione delle nuove iniziative dell’ANPAI-Bacherontius, tra cui i bandi della 33ª edizione del Premio Letterario Internazionale “S. Margherita Ligure-Franco Delpino” (scadenza 31 marzo 2010) del Premio Letterario “Città di Colonna”.
Chi vorrà acquistarlo in edicola (a soli 2 euro la copia), potrà contribuire a tenere in vita una pubblicazione libera, che non ha pubblicità e che non riceve alcun finanziamento statale o regionale.
L’abbonamento annuo al “Bacherontius” (che consente il comodo invio a domicilio) costa invece solo 20 euro l’anno (quota minima) e può essere sottoscritto inviando la quota a mezzo assegno (intestato a “Tigullio-Bacherontius”) al nostro indirizzo (Via Belvedere n. 5 - 16038 Santa Margherita Ligure GE), oppure versando l’importo sul c/c postale n. 28745487 intestato a “Tigullio-Bacherontius”, specificando chiaramente la causale.
Tra gli argomenti di importanza e attualità di questo numero, segnaliamo:
• L’interessante intervista-confessione all’ex sindaco di Rapallo Armando Ezio Capurro, che fu protagonista (quattro anni fa) di un durissimo scontro-confronto (giornalistico e anche televisivo) sulla vicenda del tunnel Rapallo-S. Margherita. Nel “faccia a faccia” con Marco Delpino, Capurro spazia a 360 gradi, dalla politica al suo privato.
• Una grande inchiesta (4 pagine) sulla crisi economica e turistica e sull’emergenza sociale provocata dai disagi sulle “nuove povertà”.
• Due grandi articoli dedicati al Museo del mare di Chiavari e al suo animatore: Ernani Andreatta.
• La seconda puntata dell’inchiesta di ben 4 pagine sull’“Operazione Sunrise” della seconda guerra mondiale: una spy story raccontata con particoli inediti attraverso le carte segrete della CIA.
• Uno stupendo racconto dello scrittore Sergio Rapetti, che inizia la sua collaborazione raccontando “storie di provincia con gusto e stile”.
Inoltre: articoli, recensioni, vignette, opinioni in libertà, lettere, satira, attualità, arte, poesia, cultura, storia, personaggi, eventi.
UN NUMERO DA NON PERDERE, PER UN GIORNALE
DA SOSTENERE PROPRIO PERCHÉ FINANZIATO ESCLUSIVAMENTE DAI LETTORI
IL SINDACO DE MARCHI CI SCRIVE:
“SÌ ALL’INTITOLAZIONE
DELLA STRADA A RAFFAELE BOTTINO”
Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo:
«Caro Direttore, è con vero piacere che ho ricevuto la Sua sollecitazione a ricordare degnamente il mio grande predecessore Raffaele Bottino. Per la verità non sapevo che un faldone giacesse, evidentemente abbandonato, negli Uffici comunali.
Desidero Lei possa essere immediatamente rassicurato sul fatto che ho già avviato le pratiche relative alla realizzazione dell’iniziativa.
Anzi, vorrei da Lei qualcosa di più: lavoriamo assieme ad una individuazione consona da presentare poi all’attenzione del Consiglio Comunale.
La attendo per parlarne... come direbbe un mio competitore “de visus” (sic!). Cordialità».
Roberto De Marchi
Sindaco di Santa Margherita Ligure
FARMACIA COMUNALE:
IL COMITATO ACCOGLIE L’INVITO
AL PUBBLICO DIBATTITO
DA NOI PROPOSTO
Riceviamo e pubblichiamo:
«Con vivo piacere accogliamo l’invito a partecipare al dibattito pubblico da voi proposto in merito alla vicenda della vendita della Farmacia Comunale.
Sarà sicuramente un’occasione per la Città di conoscere le nostre posizioni. Rimane comunque la nostra ferma determinazione a chiedere all’amministrazione di ritirare e/o sospendere l’efficacia della delibera 399 del 13/12/09 che predispone il bando di vendita della Famacia Comunale. La Città ha bisogno di sapere prima di prendere una decisione così definitiva sul bene che appertiene a tutti. Non lasceremo, tuttavia, intentate tutte le strade che la legge ci mette a disposizione per contrastare questa sciagurata decisione. Distinti Saluti».
Il Comitato in difesa della Farmacia Comunale
“CITTÀ FUTURA”:
DIBATTITO SU FARMACIA,
TUNNEL E CRISI DEL LAVORO
Nell’incontro del gruppo “Città Futura”, svoltosi la sera di giovedì 25 febbraio presso l’Hôtel Lido Palace di Santa Margherita Ligure, si è discusso principalmente di due argomenti entrati nel vivo di questa campagna elettorale regionale: la situazione della farmacia comunale e il tunnel di collegamento con Rapallo.
Un terzo argomento, sicuramente quello più importante poichè riguarda il DNA della nostra città (la crisi economica e turistica, e quindi di lavoro, nel Tigullio e precisamente a “Santa” e Portofino), è stato sollevato dai coordinatori Osvaldo Favale e Alberto Cattaneo e sicuramente sarà motivo di dibattito e di confronto in altre riunioni e confronti.
Sulle due vicende, la posizione del gruppo è molto chiara: sul problema della farmacia comunale, è stata ribadita, da parte di Cattaneo, la posizione di tutto il movimento, secondo cui l’unica soluzione oggi reale e concreta dovrà necessariamente essere la vendita, come già ribadito dall’amministrazione comunale. Tuttavia, ha sottolineato Cattaneo, è necessario aprire sul tema un confronto moderato e civile di carattere pubblico per informare tutti i cittadini e mettere a confronto le diverse opinioni. E, in questo senso, “Città Futura” aderisce all’iniziativa di “Gente di Liguria” e del “Bacherontius” per un pubblico dibattito che coinvolga la Città.
Sul Tunnel, il movimento cittadino ribadisce la necessità di migiorare la condizione della viabilità e, pregiudizialmente, non è contrario alla realizzazione di quest’opera, che potrebbe essere sicuramente essere utile e necessaria a patto che non sia in palese contrasto con il rispetto dell’ambiente, quindi non sia devastante dal punto di vista paesaggistico e non sia dispendiosa dal punto di vista economico.
Da registrarsi come, sorprendentemente, anche questa ultima riunione abbia avuto una buona partecipazione di pubblico e anche un buon dibattito libero, in cui ciascuno ha potuto esprimere e confrontare i suoi personali punti di vista. Nel dibattito che è seguito, sono intervenuti: Marco Delpino, Chiara La Pegna (coordinatrice del PdL locale), Luigino Costa, Pino Torcasso, Giacomo (Nini) Tassara, Giuseppina Genovese, la Signora Luisa, Roberto Testabruna e il Presidente onorario del sodalizio Pino Sala.
Andea Delpino
LETTERA APERTA DELLA “PANTERA ROSA”
SULLA FARMACIA COMUNALE
E SULL’AREA BRISSOLESE
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
«La Pantera Rosa, Associazione politico-culturale sammargheritese, con sede in Vico Quacquaro 1, segue con attenzione il dibattito sulla cessione della Farmacia comunale di San Siro ed interviene con alcune considerazioni e proposte:
La farmacia comunale fu una conquista dell’inizio degli anni ‘80 nell’interesse del quartiere ed è stata una svolta importante per una maggiore considerazione dei suoi abitanti e delle loro esigenze.
L’Area Brissolese, un decennio dopo, fu acquistata per realizzare un Centro di incontro per adulti e per anziani, per un distaccamento della Polizia urbana e per dare una collocazione più ampia e commercialmente più valida alla Farmacia.
Il Centro d’incontro fu “scippato” al quartiere dall’Amministrazione Marsano pochi anni fa ed il progetto fu modificato per realizzare alcuni mini appartamenti; dell’Ufficio per i Vigili urbani non si parla più da tempo; per la Farmacia comunale, di cui pure il Programma dell’attuale Amministrazione prevedeva la riqualificazione ed il potenziamento, si vuole la vendita: evidentemente, la floridezza finanziaria del Comune è un ricordo del passato e l’Amministrazione, volendo fare delle cose, comincia a vendere “i gioielli di famiglia”.
La nostra Associazione, prende atto della volontà dell’Amministrazione e del suo orientamento ma considera importanti alcuni problemi irrisolti di San Siro e dei suoi abitanti: per questo avanza due precise proposte:
La prima, di facile accoglimento, è quella di associare al Bando di gara anche la disponibilità vincolata di parte dei costruendi locali del fabbricato dell’Area Brissolese (naturalmente ad un congruo affitto commerciale pluriennale).
La seconda, più significativa, di restituire all’originaria destinazione l’uso il piano superiore del fabbricato e dare finalmente al Quartiere il punto d’incontro e di socializzazione che a tutt’oggi manca e che fu ragione principale dell’acquisto dell’Area Brissolese da parte del Comune.
Riteniamo che la Pubblica Amministrazione, in un periodo storico in cui sembra contino solamente le ragioni di interesse e di denaro, debba dare un segnale di attenzione e sensibilità civica, fornendo al Quartiere un Centro d’incontro, attorno al quale possa ruotare una parte importante della sua vita sociale.
D’altronde, l’abbandono dell’idea di fare alcuni mini appartamenti al primo piano del fabbricato ed il ritorno alla destinazione del progetto originario, può agevolmente essere accettato per via della realizzazione dei molti nuovi che verranno ricavati nella nuova costruzione di Via Dogali, motivo ufficiale per cui l’Amministrazione comunale mette in vendita la Farmacia.
Considerando queste due proposte, si otterrebbero sia la collocazione stabile della Farmacia al centro del quartiere e sopra di essa il Centro d’incontro a suo tempo promesso al Quartiere».
Per la Pantera Rosa
Gian Luigi Cademartori
Circolo della Pantera Rosa c/o Gian Luigi Cademartori, Vico Quaquaro, 1, 16038 - Santa Margherita Ligure E mail:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
TUNNEL “RAPALLO-SANTA”:
RISORGE IL “COMITATO”
Alla luce delle recenti dichiarazioni comparse sui quotidiani, sulle emittenti locali e sui siti internet in merito al (defunto e oggi elettoralmente “riesumato”) tema del tunnel Rapallo-Santa Margherita, già accantonato per impraticabilità, per l’assoluta mancanza di fondi e per una chiara e decisa presa di posizione dell’opinione pubblica sammargheritese espressasi (quattro anni or sono) mediante una pubblica raccolta di ben 5.000 firme, si è ri-costituito il Comitato Antitunnel Sammargheritese, che fa capo al periodico “Bacherontius” e all’Associazione “Gente di Liguria”.
D’intesa con altre associazioni (“Tuteliamo Santa”, FAI, eccetera), il Comitato sta organizzando una conferenza stampa (per i giornalisti) articolata, a più voci, interessante e… imperdibile, per mercoledì 3 marzo al “Punto Incontro della Tigulliana” per ribattere punto su punto alle varie argomentazioni (“ballon d’essai pre-elettorali”) sin qui avanzate.
Intanto, poiché siamo alla vigilia delle elezioni regionali e siamo altresì reduci dal Festival di Sanremo, e poiché il tema del tunnel è solo “fumo negli occhi”, in attesa di dire (mercoledì) cose vecchie, ma soprattutto cose nuove (una vera e propria “sfida” politica), mettiamola in musica e trasformiamo la parodia di Simone Cristicchi, adattandola al tema. Con una precisazione per i “foresti” di vicende tigulline. I personaggi ed interpreti sono i seguenti: Mentore Campodonico (sindaco di Rapallo, riscopritore della tomba di Tutankamen in Egitto e del tunnel “Rapallo-Santa” nel Tigullio, esperto archeologo), Roberto De Marchi (sindaco di S. Margherita Ligure che, in giorni pari, è contrario al tunnel e, in giorni dispari, favorevole), Armando Ezio Capurro (che su 365 giorni l’anno, bisestili compresi, si puccia nel latte un cornetto al tunnel ogni mattina a colazione), Sandro Biasotti e Claudio Burlando (candidati a Governatori della Liguria rispettivamente per il centro-destra e per il centro-sinistra). E, ovviamente, Marco Delpino che, sull’argomento tunnel, si sta facendo (da anni) una campagna giornalistica che sta portanto nuovi abbonamenti (e vendite) al periodico “Bacherontius”.
Meno male… (che c’è il tunnel)
di Cristicchi-Campodonico-De Marchi
canta Marco Delpino, accompagnato dal Coro degli antitunnellisti sammargheritesi e dal Coro dei Minatori del Sulcis
Rapallo non ha voglia di pensare cose negative
Rapallo non sopporta più le code estive.
Si sono rotti il pacco di sentir che tutto va male
da Capurro alle notizie del giornale.
C’è - Rapallo paese di Santi
di costruttori e troppi politicanti.
C’è - “Santa” paese della Liberté
e del “Gente per Santa Giuè”!
C’è - De Marchi s’è desto ma
dipende dai punti di vista.
C’è - la crisi turistica che avanza
e i milanesi ancora in vacanza.
Ma meno male che c’è il Delpino
Siamo fatti così - tunnel no tunnel sì.
Ma che casino fa Delpino
parla lui anche per te, ma il problema non c’è.
Io rido… io rido…
Ambarabaciccicoccò soldi e tunnel sul comò!
C’è - Rapallo col tunnel-ricatto
C’è - Burlando col culo rifatto
e il rapallese vive contento
ma disinformato sul fatto.
Capurro è ancora renitente
l’ho visto ieri a un’emittente!
Lo so che voi non mi credete:
se sbaglio mi corigete.
Ma meno male che c’è il Delpino
Siamo fatti così - tunnel no tunnel sì.
Ma che casino fa Delpino
parla lui anche per te, ma il problema non c’è.
Io rido… io rido…
La verità è come il vetro
ch’è trasparente se non è appannato;
per nascondere quello che c’è dietro
basta aprir bocca e dargli fiato!
Ma meno male che c’è un gran casino
siamo fatti così - tunnel no tunnel sì.
Campodonico se la prende con qualcuno,
De Marchi se la prende con qualcuno,
Delpino se la prende con qualcuno
e sbatte la testa contro il muro.
Burlando se la prende con qualcuno,
Capurro se la prende con qualcuno,
Biasotti se la prende con qualcuno.
Noi ce la prendiamo…
L’ASSESSORE FRACCHIA:
PASSERELLA DA “SANTA”
AL FESTIVAL DI SANREMO
Lo abbiamo visto entrare al Teatro “Ariston” di Sanremo, facendo la “passerella” (all’ingresso) prima dei cantanti e dei partecipanti al Festival della canzone italiana. E ci siamo detti: anche l’assessore (esterno) ai Lavori Pubblici del Comune di Santa Margherita Ligure Mario Fracchia canterà? Poi abbiamo capito che l’assessore Fracchia in frac (il “Fracchia-frac”) è un appassionato “sanremologo” e non poteva perdersi questa edizione del Festival di Sanremo, per poi cantarne quattro in quel di Santa Margherita.
ANCORA SULLA CORRUZIONE
DELLA POLITICA…
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
«Caro Marco vorrei dire un paio di cose ovviamente in controtendenza riguardo lo scandalo montante della corruzione pubblica e di Bertolaso.
La vicenda della Protezione civile è davvero emblematica. Ciò che colpisce non è la ragnatela di favori, complicità e truffe tra capitalisti costruttori particolarmente cinici e arraffoni e i massimi funzionari dello Stato. Ma il fatto che gli stessi corruttori e corrotti abbiano operato nel lungo periodo sotto governi di diverso colore (centrosinistra e centrodestra), alle dipendenze dei più diversi padrini e ministri ( compresi i Rutelli e..i Di Pietro), persino al servizio di diversi Papati e gerarchie ecclesiastiche. Come dire: cambiano i comitati d’affari, l’essenziale è la continuità degli affari, anche all’ombra della croce.
Non sarà la magistratura borghese a porre fine alla piaga della corruzione. E non solo perché ne è essa stessa afflitta, ma perché non può essere una corporazione di questo Stato a capovolgere questa
società, che della corruzione è matrigna.
Non è mai esistito, nè mai esisterà un capitalismo onesto. In nessuna epoca e a nessuna latitudine del mondo. La cosiddetta “seconda repubblica” è fallita. Solo un governo dei lavoratori, spazzando via le vecchie classi dirigenti e la dittatura del profitto, potrà promuovere una rigenerazione morale della società».
Andrea Carannante
CORRUZIONE & POLITICA
Dalla nostra collaboratrice Anna Maria Zenobi riceviamo e pubblichiamo:
La politica è concetto astratto se non trova applicazione e le difficoltà che si incontrano nell’esercizio di essa sono infinitamente grandi. Esistono tanti partiti politici perché tante sono le ideologie,e tanti i modi di fare politica: oserei dire che ognuno di noi, parlandone, si arroga il diritto di fare politica.
Anch’io, mentre sto scrivendo, potrei avere la pretesa di farne, ma non è così: la mia penna scivola in fretta sulla carta e i miei pensieri scaturiscono da ciò che mi preme dentro. Domando, quindi, umilmente scusa, se, nello scrivere, ho dimostrato delle prese di posizione arbitrarie nei confronti di qualche personaggio che si dà veramente da fare per proteggere i civili in caso di calamità, ma spesso succede che l’idea abbia il sopravvento sulla persona e si agisce come se gli altri non avessero un cuore e un modus vivendi ineccepibile.
Potrebbe essere questo il danno che una certa ideologia politica causa alle persone che ne fanno parte. Comunque, come ora, mentre sto scrivendo, qualcosa dentro di me scatta e mi fa capire che, al di là dello scrivere e del comandare, c’è la persona umana con le sue debolezze. Chiedo scusa al capo della Protezione Civile Guido Bertolaso se mi sono fidata delle mie intuizioni, e dovrei ricordarmi ogni volta che le persone molto spesso non c’entrano con l’ideologia. Vorrei concludere dicendo che, in questo particolare momento in cui la crisi è generale avendo colpito non solo le attività lavorative, ma anche parecchie istituzioni, rimane difficile credere ed affidarsi ancora a chi tesse le trame della politica.
Soltanto un buon governo, a parer mio, potrà risollevare le sorti di tanti paesi restituendo ai popoli speranze e fiducia.
Ricordiamoci, però, che da una crisi sociale e politica gravi (e ne traiamo l’esempio dalla nostra storia politica quando,per ristabilire l’ordine e il concetto di Stato il fascismo salì al potere con l’appoggio delle masse popolari e degli intellettuali, desiderosi di una restaurazione), si può uscire con molta discrezione e senza prese di posizioni arbitrarie, anche se il popolo le acclama.
Le leggi che abbiamo, se applicate sapientemente, sono esse stesse più che giuste e sufficienti.
E devo ricordare la massima di Seneca: “lauda parce, sed vitupera parcius” e cioè “loda con parsimonia, ma biasima con maggior parsimonia.”
Spero di riuscirci.
Anna Maria Zenobi
TOP SECRET
Dalla nostra collaboratrice Anna Maria Zenobi riceviamo e pubblichiamo:
E il top secret suggellerà il silenzio, perché in un futuro ormai prossimo sarà sempre più difficile che la verità e la giustizia collaborino. Il sigillo impresso su tanti articoli giornalistici nasconderà molte verità e non si parlerà del giusto, dell’ingiusto, di ciò che è morale, del falso, perché calerà il sipario sulla libera espressione e sulla libertà di stampa.
Ebbene, cari lettori, quel che mi premeva dire è stato detto e ripetuto, e chiedo scusa per questo. Ciascuno di voi faccia mente locale e rispettosamente ne parli. La decisione della politica del silenzio, imposta dal governo per evitare la diffusione di “certe idee senza fondamento” (come le chiamano) dei giornalisti in genere, esclude quelli asserviti al potere, pesando sulle persone che soffrono per le parole infamanti diffuse tramite Tg: ma l’ignominiosa e perpetua servitù è ancora più dolorosa ed infamante.
Dalla lettera di Jacopo Ortis in esilio (13 Ottobre):
“Ma dove cercherò asilo? In Italia? terra prostituita, premio sempre della vittoria… E questi altri? Hanno comperato la nostra schiavitù, riacquistando con l’oro quello che stolidamente e vilmente hanno perduto con le armi… E perché farci vedere e sentire la libertà e poi ritorcela per sempre?”.
Anna Maria Zenobi
“MI RACCOMANDO:
NON DESTABILIZZIAMO IL SISTEMA!”
Dal nostro collaboratore Michele Sequezia riceviamo e pubblichiamo:
Siamo ormai in prossimità delle elezioni di marzo e il cartellone politico delle regionali è tutto da riscrivere, tutto da rifare, ogni giorno cambia tutto, tutto fluttua nel vuoto, la disinformazione è massima. La faccenda è complicata, si sente dire alla radio. Qualche grosso pesce, colto con le mani nel sacco, qua e là, è rimasto impigliato nella rete e si sta dibattendo per tornare pulito a riproporsi alla guida di questa o quella Regione. Il Parlamento è in gran parte drogato e chi ha rubato ma non è ancora indagato resta tranquillo a fare i propri comodi. Scoppiano scandali su scandali. Un fiume nero di denaro sporco, si mescola a denaro buono che se ne va nelle tasche di molti malandrini. Tutto diventa complicato, la giustizia arranca tra nugoli di corrotti e corruttori. Tutto attorno al Palazzo crescono disoccupazione, misera. Dopo le spaventose frane in Calabria ed in Sicilia, una nuova orrenda notizia: a Monza ignoti, nella notte tra lunedì e martedì scorso, hanno volontariamente fatto uscire oltre dieci milioni di metri cubi di petrolio e gasolio che hanno avvelenato il fiume Lambro per poi riversarsi nel Po. Su quell´impianto obsoleto e rottamato, e sui terreni che lo circondano, dovrebbero sorgere nuovi appartamenti, negozi, capannoni industriali, un grande centro direzionale. Si tratta di un vero crimine ambientale, dietro al quale si celano precisi sporchi interessi e nuovi “appalti” per un progetto milionario. Qualcuno sta per mettere le sue mani su 200mila metri quadri di superfici, piste ciclabili ed edifici ecosostenibili sui terreni della Lombarda Petroli, l’ex raffineria di Villasanta. Mentre scrivo, chi abita nei pressi del Lambro e del Po si sta avvelenando: per la pianura padana, l’aria, l’acqua i terreni, i fiumi, i campi, gli animali, le strade, le case sono in pericolo, perché ovunque tutto è imbevuto di sostanze inquinanti, mortali «Un gesto criminale - secondo il sottosegretario all’Ambiente Menia - il ministero dell’ambiente si costituirà parte civile». Il peggio deve ancor arrivare, la morte nera arriverà sull’Adriatico domenica 28. Questa è la previsione della protezione civile e del ministero dell’Ambiente. Il rischio è reale ma si cerca di evitare la catastrofe nella catastrofe E se dovesse raggiungere il delta del Po sarebbero a rischio le culture come la migrazione e lo svernamento di molte specie rare di uccelli acquatici. Il delta del Po è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità, il suo territorio è ricco di piscicoltura ,acquacoltura, agricoltura. E’ importante per la caccia, per l’ortofrutta, per il mais e per il riso e per una importante centrale termoelettrica di Polesine Camerini. Un nuovo disastro, dopo il terremoto dell’Aquila, i cui danni restano ancora incalcolabili. Questo nuova calamità causata dalla follia dell’uomo rimarrà sicuramente impunito come tutti gli altri. In realtà a nessuno interessa fare pulizia, togliere di torno il malaffare. E chi indaga su tutto queste catastrofi, se si vietano le intercettazioni telefoniche? A chi realmente interessa mettere fuori gioco i corrotti ed i corruttori? Quanti sono pronti a prendere il posto di Diego Anemone, uno che è stato trovato con le mani nel sacco? E perché solo Anemone? Ci sarà qualcuno che risponde a questa semplice domanda? E quanti sono gli alberghi, ristoranti, case di cura, nani e ballerine, banche e banchieri cresciuti all’ombra delle protezioni di Anemone e Compagni, tutto con i soldi dei contribuenti? Dicono che la mafia ha invaso il paese che è dappertutto. La corruzione “è diventata un fenomeno di costume”, una “patologia grave” che nel 2009 ha fatto registrare un aumento di denunce alla Guardia di Finanza del 229% rispetto all’anno precedente, nonché un incremento del 153% per fatti di concussione. E’ la denuncia del procuratore generale e del presidente della Corte dei Conti, Mario Ristuccia e Tullio Lazzaro, in occasione della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario. Contro queste condotte illecite, criminose individuali, le pubbliche amministrazioni “troppo spesso” non attivano i necessari “anticorpi interni”. “Il Codice penale - sottolinea Lazzaro - non basta più, la denuncia non basta più. Ci vuole un ritorno all’etica da parte di tutti. Che io, purtroppo, non vedo”. Lazzaro, nel corso della conferenza stampa che è seguita alla cerimonia, ha poi precisato che “non esiste nessun buco di bilancio, inteso come tale. C’è una scarsa correttezza contabile nello scrivere le cifre, ma assolutamente non esiste nessun buco come denaro pubblico”.
Insorge veemente il ministro per lo Sviluppo Claudio Scajola: “Attenzione, non destabilizziamo il sistema”.
Ma allora a che gioco giochiamo?
Michele Sequenzia
SOLO LA RESPONSABILITÀ
CREA IL POTERE
Dalla nostra collaboratrice Ninnj Di Stefano Busà riceviamo e pubblichiamo:
“La modernità” cosiddetta dei tempi ha inizio già nel Rinascimento. Con esso si vuole introdurre un concetto di rivisitazione del sapere sulla base delle nuove scoperte scientifiche, con le quali s’intende apportare una revisione ai parametri dei valori conseguiti fino a quel momento e accettati come buoni. Ma il tipo d’uomo che vuole dare una svolta di modernità riveduta e corretta è al secolo una parodia dell’uomo che vorrebbe simbolicamente rappresentare, neppure tanto bella riguardo ai principi, alle caratteristiche, alle trasformazioni che vorrebbe imporgli. Comportamenti basati su criteri che non trovano fondatezza nella persona umana.
In realtà il tipo d’uomo che viene fuori dalla prima guerra mondiale è un modello di culto della personalità, non possiede sufficiente fede nella natura umana, si crogiola nel suo “io” più carismatico e plateale che è il simbolo stesso della moderna storia dei costumi. Neppure alla scienza, che egli stesso ha eletto in conformità alle esigenze di darsi una svolta, egli crederà, ma darà interamente ascolto e si aprirà a una “nuova” (ma non troppo) istintiva sollecitazione di quello che può massimizzare col suo potere.
E per potere va inteso quel groviglio di arbitrio, privilegio, consorteria, inganno, lassismo, ingenium malvagio che va in stretta correlazione coi simboli da lui stesso creati: immaginismo, individualismo, egocentrismo, libertarismo che si muovono in sinergia col potere vieppiù rafforzato della scienza e della tecnologia dell’era nuova.
L’angoscia dell’uomo moderno è allineata ai tempi, ne avverte il richiamo, la subalternità della conquista, l’arditezza dei confini, ma è incapace di reggere la contiguità con le norme dei valori spirituali, con l’effettiva consapevolezza di azione e volontà. Si fa avanti l’ipotesi di un processo storico che, risalente al passato si circoscrive sempre più a modelli deviati e ad indagini psicologiche che non lasciano presupporre esperienze rinnovabili e sostituibili al mero razionalismo illuministico da cui prende le mosse.
il potere rappresente l’astuzia, lo strappo delle regole, la creazione di un dio sostituto di se stesso: l’uomo ricrea il suo ego a immagine di sé, ne costruisce il mito, ne rivela la paterna struttura in un composito e variegato meccanismo che lo rende ostile e lo respinge.
Non trova la verità nella Fede e se ne allontana, non crede nella Scienza e si defila, si riformula allora da sé come un demiurgo ne esplora l’azione e la reazione, le plasma entrambe a suo piacimento.
Questo è il potere completamente deviato della sua concezione di modernità e l’uomo ne fa il suo vessillo, la più profanata bandiera sventolante dagli spalti delle sue nuove pretese.
Il giusto e l’ingiusto si confondono, vengono meno i cardini della legalità, si fissano come fondamenti i disvalori, si autodefiniscono trasformazioni e pianificazioni di potere sempre più complesse e inquietanti. La coscienza non regge il peso di tanta idolatria nei confronti della fede, della Società, della moralità.
Quando l’uomo si fonde al suo istinto attua una causalità e una finalità che sono del tutto insubordinate alla logica e più materialistiche e contraddittorie della costruzione consapevole.
Il vuoto di oggi è la più inscindibile prova della devianza ontologica. Il segnale più chiaro della sofferenza, inferiorità, debolezza dell’uomo che si misura con se stesso, non più con Dio o la Trascendenza, nè con la Metafisica, ma solo col metodo sperimentale della scienza e dell’uso della tecnologia messe al servizio dei suoi deliri individuali che gli tornano utili senza presupposti di umanità , in un sistema di vita continuamente messo in gioco e prontamente atto a rivelare la pericolosità, il rischio di un potere che considera solo l’esercizio di tale potere, la contraddizione e i conflitti interiori dell’uomo che lo usa, lo detiene, ne fa abuso con un’autodeterminazione che prescinde dalla natura e da Dio.
Ninnj Di Stefano Busà
Proverbio della settimana. Di fronte ai temi della crisi economica, della diatriba sulla Farmacia comunale di “Santa” e sulla viabilità nel Tigullio, possiamo dire: “Non c’è luce in fondo al tunnel”.
Avviso ai naviganti di sabato 20 febbraio 2010
IN TUTTE LE EDICOLE DEL TIGULLIO E (DALLA PROSSIMA SETTIMANA) IN DISTRIBUZIONE IN TUTTA ITALIA
IL NUOVO NUMERO DI FEBBRAIO
DI “BACHERONTIUS”:
48 PAGINE DI SERVIZI,
INCHIESTE E ARTICOLI.
DA NON PERDERE…
Presente in tutte le edicole del Tigullio già da ieri mattina, sarà spedito (tramite le Poste) nella giornata di lunedì in tutta Italia il nuovo numero (febbraio 2010) del periodico “Bacherontius”: un numero (come al solito) da non perdere, perché in 48 pagine (di cui 16 a colori) sono concentrati decine di articoli, inchieste, servizi, satira, polemiche e tante notizie.
I lettori-abbonati riceveranno il giornale (poste permettendo) nei prossimi giorni e potranno prendere visione delle nuove iniziative dell’ANPAI-Bacherontius, tra cui i bandi della 33ª edizione del Premio Letterario Internazionale “S. Margherita Ligure-Franco Delpino” (scadenza 31 marzo 2010) del Premio Letterario “Città di Colonna”.
Chi vorrà acquistarlo in edicola (a soli 2 euro la copia), potrà contribuire a tenere in vita una pubblicazione libera, che non ha pubblicità e che non riceve alcun finanziamento statale o regionale.
L’abbonamento annuo al “Bacherontius” (che consente il comodo invio a domicilio) costa invece solo 20 euro l’anno (quota minima) e può essere sottoscritto inviando la quota a mezzo assegno (intestato a “Tigullio-Bacherontius”) al nostro indirizzo (Via Belvedere n. 5 - 16038 Santa Margherita Ligure GE), oppure versando l’importo sul c/c postale n. 28745487 intestato a “Tigullio-Bacherontius”, specificando chiaramente la causale.
Tra gli argomenti di importanza e attualità di questo numero, segnaliamo:
• Un’intervista-confessione all’ex sindaco di Rapallo Armando Ezio Capurro, che fu protagonista (quattro anni fa) di un durissimo scontro-confronto (giornalistico e anche televisivo) sulla vicenda del tunnel Rapallo-S. Margherita. Nel “faccia a faccia” con Marco Delpino Capurro spazia a 360 gradi, ed è significativo il fatto che lo stesso Capurro abbia deciso di rilasciare l’intervista proprio al giornale che, sull’argomento tunnel, maggiormente lo ha attaccato. Perché, come dice Capurro stesso «“Bacherontius” è un giornale molto diffuso nel territorio nel quale opero e soprattutto non fa sconti a nessuno. Quindi un’intervista sincera, perché i nostri “scontri” sono stati originati da un unico argomento sul quale eravamo e siamo in disaccordo».
• Una grande inchiesta (4 pagine) sulla crisi economica, sulla crisi turistica e sull’emergenza sociale provocata dai disagi sulle “nuove povertà”.
• Due grandi articoli dedicati al Museo del mare e al suo animatore: Ernani Andreatta.
• La seconda puntata dell’inchiesta di ben 4 pagine (di Marco Delpino) sull’“Operazione Sunrise” della seconda guerra mondiale: una spy story raccontata con particoli inediti.
• Uno stupendo racconto dello scrittore Sergio Rapetti, che inizia la sua collaborazione raccontando “storie di provincia con gusto e stile”.
Inoltre: articoli, recensioni, vignette, opinioni in libertà, lettere, satira, attualità, arte, poesia, cultura, storia, personaggi, eventi.
UN NUMERO DA GUSTARE E CENTELLINARE, PER UN GIORNALE DA SOSTENERE PROPRIO PERCHÉ FINANZIATO ESCLUSIVAMENTE DAI LETTORI (e di questi tempi è sempre più raro…).
FARMACIA DI SAN SIRO
COMUNALE O PRIVATA?
SPUNTA UNA MEDIAZIONE
PER UN DIBATTITO PUBBLICO
Il Consiglio direttivo dell’Associazione “Gente di Liguria”, che fa capo al periodico “Bacherontius”, riunitosi la sera di giovedì 18 febbraio sotto la presidenza del Dott. Giulio Marri sul problema della farmacia di San Siro (comunale o privata?), constatata la quasi assenza di pubblico ai dibattiti promossi da “Gente per Santa” e dal “Comitato per la difesa della farmacia comunale”, bilanciati tuttavia da una prima significativa partecipazione di persone alla pubblica raccolta di firme (oltre 400), cercando di farsi interprete delle istanze della stragrande maggioranza dei cittadini di Santa Margherita Ligure che non conosce il problema o lo conosce soltanto superficialmente, propone un pubblico dibattito nel corso del quale possano essere portate all’attenzione di tutti le varie posizioni di partiti e movimenti cittadini.
“Gente di Liguria” propone quindi l’organizzazione di un serio dibattito pubblico a più voci (al Cinema Centrale o all’Auditorium “S. Margherita” o in altro locale capiente), nel corso del quale tutte le posizioni (sia dell’Amministrazione, sia del Comitato) possano essere poste a conoscenza e al confronto della cittadinanza. “Questo anche in conformità a quella richiesta di partecipazione - sostiene Giulio Marri a nome del sodalizio - che sta emergendo dalla pubblica raccolta di firme, oltre che da quella volontà di ascoltare la gente che è stata più volte ribadita da tutti quanti gli schieramenti politici durante l’ultima campagna elettorale amministrativa”.
Il Consiglio direttivo dell’associazione “Gente di Liguria”, con voto all’unanimità di sette componenti su sette, mette quindi a disposizione la propria imparzialità al fine di garantire un corretto dibattito pubblico, libero e democratico, affidando al proprio coordinatore, il giornalista Marco Delpino (che ha già avuto modo di svolgere positivamente questo ruolo in occasione delle elezioni comunali del maggio 2009), l’opera di mediazione e di conduzione del possibile evento.
“Gente di Liguria” resta quindi in attesa di risposte da parte dell’Amministrazione, del Comitato Pro Farmacia comunale e dell’Associazione “Gente per Santa” e/o di altri partiti o gruppi politici pro e contro la vendita della Farmacia.
INTITOLARE UNA STRADA
AL SINDACO “ANTICEMENTO”
DI SANTA MARGHERITA?
ARTICOLI DI STAMPA
E CONSENSI DA PARTE DELLA GENTE
La rinnovata proposta di intitolare una via, una strada, una piazza o altro all’Ing. Raffaele Bottino (che fu sindaco di Santa Margherita Ligure per 15 anni) e “il sindaco anticemento” per antonomasia, avanzata la scorsa settimana a nome del periodico “Bacherontius” e dell’Associazione Internazionale “Amici del Monte di Portofino” (il sodalizio fondato dal geologo prof. Ardito Desio) da Marco Delpino e Raffaello Uboldi ha ottenuto risalto sulla stampa locale, sulle televisioni e sui siti internet. Ma, soprattutto, ha registrato un consenso da parte della gente, che ricorda l’esempio di un Uomo che ha lavorato in maniera positiva per il bene della Città di Santa Margherita Ligure.
In un momento in cui, a livello nazionale, vengono avanzate richieste di intitolazioni di strade a Bettino Craxi che, nel beno o nel male, ha inciso nella vita politica del nostro Paese, a Santa Margherita Ligure abbiamo un mai dimenticato sindaco grazie alla cui opera la Città fu salvata dall’assalto urbanistico.
Ora attendiamo i riscontri politici e amministrativo.
PORTO DI S. MARGHERITA:
QUELLA LINEA “MAGINOT”
FA VERAMENTE SCHIFO!/2
Quella diga foranea di allungamento del porto di 70 metri fa schifo? L’abbiamo detto, scritto (e ribadito) e lo diciamo ancora. Affinché si sappia che l’intera responsabilità ricadrà sulla classe politica sammargheritese che (all’unanimità) approvò quel “progetto” che ha tolto l’orizzonte al paesaggio di Santa Margherita Ligure e che, ne siamo certi, non risolverà un fico secco, perché non metterà in sicurezza il porticciolo della Città da possibili mareggiate.
Quello che appare “strano” è il silenzio da parte degli ambientalisti e di quell’associazione (“Tuteliamo Santa”) di cui abbiamo perso le tracce.
OSPEDALE DI “SANTA”:
IN ATTESA DEL “PIANO B”
E DEI CHIARIMENTI RICHIESTI…
Silenzio. Tacciono i due contendenti, l’attuale sindaco Roberto De Marchi e il suo predecessore Claudio Marsano. Tutti abbottonati a non “scoprire” le carte dopo che la Regione ha “segato” i fondi FAS (e ci dispiace, ci dispiace davvero, perché forse rappresentava l’ultima carta per far entrare dalla finestra una riqualificazione dell’area ospedaliera che non sarebbe entrata dalla porta principale, vista la mancanza di copertura finanziaria).
Ora si parla di un “piano B” (c’è sempre un lato B in tutte le vicende…). Staremo a vedere… Speriamo solo che il “lato B” non tocchi i cittadini, perché (per dirla con le parole della canzone sanremese del simpatico Simone Cristicchi) “c’è sempre chi se la piglia con qualcuno, ma noi ce la prendiamo…”.
Tacciono i contendenti perché non possono dire nulla di un “piano sanitario” sul cui decollo l’ultima parola spetterà alla ASL 4 competente (e alla Regione).
Intanto (per fare un “ripasso” generale sulla situazione al momento e per ricordare “dove eravamo rimasti…”) rammentiamo ai lettori che l’ex sindaco Marsano ha asserito che Santa Margherita Ligure perderà anche il reparto di Radiologia (attualmente ubicato al pianterreno dell’edificio). L’attuale sindaco De Marchi, al contrario, sostiene che Radiologia farà parte a tutti gli effetti della cosiddetta “piastra ambulatoriale”. E noi, come cittadini e giornalisti, in assenza delle planimetrie definitive e in presenza di un’ambigua presa di posizione del Direttore Generale della ASL Paolo Cavagnaro che, in pratica, dà un colpo al cerchio e uno alla botte, avendo sostenuto (a suo tempo) il “progetto Marsano” e altrettanto facendo oggi con quello di De Marchi (definendolo “non incompatibile” con le necessarie esigenze espresse dalla ASL), vorremmo capirci meglio: chi racconta una “bufala”? Marsano o De Marchi? La Radiologia ci sarà o perderemo anche quella? E dove? A pianterreno o al primo piano, oppure a Rapallo o a Lavagna?
Del resto, sono anni che la cosiddetta “piastra ambulatoriale” è sempre stata avvolta da una fitta nebbia e nessuno ha mai spiegato cosa caspita ci sarà ficcato dentro.
Per cui, in attesa del “piano B”, noi (come semplici cittadini) chiediamo lumi.
I politici se la prendono sempre con qualcuno. Noi non ce la prendiamo con nessuno. Ci auguriamo (sempre con le parole dell’ottimo Simone Cristicchi) di non “prenderla…” da qualche parte.
IL “MARGHERITA LUISA”:
TUTTI LO VOGLIONO,
NESSUNO LO PIGLIA…
Costruito a S. Margherita Ligure nel 1931, il “Margherita Luisa” è sicuramente il più antico peschereccio di Liguria e fu il primo appositamente attrezzato per la pesca del “gambero rosso”, termine che identifica le specie di crostaci “peneidi Aristeus antennatua e Aristaeomorpha foliacea” che vivono nei fondi batiali del Mar Ligure ad oltre 500 metri di profondità.
Dopo una lunga attività, il “Margherita Luisa” doveva essere avviato un paio d’anni fa alla demolizione. La peculiarità e ciò che rappresenta quest’imbarcazione nella vita di Santa Margherita Ligure stimolò le istituzioni a “salvare” questo monumento, simbolo della storia della pesca in Liguria.
Bene, si dirà: questa, finalmente, è una buona notizia. Tuttavia, il “Margherita Luisa”, salvato dalla “rottamazione”, non navigherà più (e questo già si sapeva), per cui dovrebbe restare sulla terraferma per svolgere un’attività di tipo educativo-ambientale e didattico-divulgativo sulle tecniche, le tradizioni e la cultura della pesca. Una sorta di “monumento al lavoro in mare”, secondo le intenzioni dei promotori (tra cui la Provincia di Genova, il Comune di S. Margherita Ligure e l’Area Marina Protetta di Portofino).
L’iniziativa, che sarebbe meritevole solo per metà perché, da che mondo è mondo, una imbarcazione nasce per solcare i mari, mentre in terraferma rischia, in breve tempo, di diventare solo un “relitto”, avrà sicuramente altri strascichi polemici nelle prossime settimane.
Perché il “Margherita Luisa”, dallo scorso dicembre, è pronto per la “consegna” al Comune S. Margherita Ligure, ma nessuno sa dove collocarlo: non certamente nell’area del porto (visti i lavori di costruzione della diga del molo foraneo), e neppure nell’area del “Covo di Nord Est” (visti i lavori per il depuratore di là a venire…). Per cui, in Comune, dicono: “Il relitto dove lo metto?”.
Intanto il Cantiere Sangermani di Lavagna non ha più alcuna intenzione di tener “posteggiato” il barcone e, se qualcuno non troverà una soluzione a breve, è pronto a far causa al Comune di “Santa” (che si era assunto l’onere della collocazione).
Per cui, il “Margherita Luisa” farà ancora parlare di sé e, forse, più che un monumento diventerà un “carrozzone”… mangiasoldi.
La politica ci insegna sempre che anche le cose belle vengono fatte a metà, per cui… finché la barca va…
ANCORA SU GUIDO BERTOLASO
E SUL PREMIO ALLA “TIGULLIANA”
NEL 2007…
L’augurio (espresso su queste colonne la settimana scorsa) che le “ombre” di corruzione sulle vicende che hanno visto coinvolto il Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso possano essere dissipate a breve non è passato inosservato sull’ultimo “Diario di Bordo”.
Intanto, lo stesso Bertolaso (tramite la sua segreteria particolare) ci ha ringraziato con un messaggio via mail in cui afferma: “Non può davvero immaginare quante centinaia di testimonianze pervengono simili alla sua. E questo è un buon segnale e ci aiuta. Arriverà, spero presto, il tempo della verità dopo quello del fango e delle calunnie. Non mollerò e non molleremo. Voi continuate a sostenerci perché davvero ci aiuta”.
Ma qualche lettore ha dissentito dalla nostra presa di posizione “garantista”.
A costoro vorremmo ricordare che essere “garantisti” significa innanzi tutto avere fiducia nella Magistratura, oltre che nella buona fede (si spera) della persona coinvolta.
Se Bertolaso (come ci auguriamo) ne uscirà pulito, saremo lieti di aver rinnovato la fiducia in lui. Diversamente, non saremo stati noi a tradire questa fiducia, ma lui a tradire quella di milioni di italiani.
Ad ogni modo, quando si assegna un riconoscimento, lo si fa per ciò che la persona ha fatto, non per ciò che andrà a fare in futuro. E quando giovedì 12 luglio 2007 consegnammo a Guido Bertolaso, a Santa Margherita Ligure, nella cornice di Villa Durazzo e in occasione di “Tigulliana Estate”, il Premio Internazionale “Golfo del Tigullio” per il territorio e l’ambiente lo facemmo per tutto il suo grande impegno profuso. Se poi Bertolaso dovesse aver tradito la fiducia degli italiani (e nostra), sarebbero affari coscienza (oltre che sporchi affari…). La nostra è limpida. Ci auguriamo possa essere limpida anche la sua.
Ma prima di ergersi in cattedra a giudici, aspettiamo a far parlare i fatti.
Il “caso Tortora” non ci ha insegnato nulla? Anche allora, in un’Italia che gridava “al lupo al lupo!” contro il povero Tortora, fummo tra i pochi ad esprimere la nostra solidarietà.
Poi, i fatti ci hanno dato ragione.
CONSIDERAZIONI…
METEOROLOGICHE CHIAVARESI
Ci avevano sempre detto che gli antichi “chiavaresi” (cioè gli abitanti di Chiavari) erano dei campioni mondiali del risparmio. Infatti, la “capitale del Tigullio” figura tra le città più ricche d’Italia e i depositi bancari dei suoi cittadini sono “robusti” e più solidi che mai (basta vedere il numero di banche presenti in città…).
L’altro ieri ero a Chiavari per alcune commissioni da sbrigare. Pioveva forte e non avevo ombrello. Eppure non mi sono affatto bagnato. E, come me, tanti chiavaresi che non avevano l’ombrello. Ho attraversato tutto il bel centro storico senza essere sfiorato da una sola goccia. Solo quando sono uscito (nella zona “moderna”) mi sono beccato una “ramata” d’acqua (come dicono a Genova).
Diavoli di chiavaresi! (lo dico con una punta di simpatica invidia): quando hanno costruito il centro storico, hanno creato quei meravigliosi portici che consentono loro di risparmiare persino sugli ombrelli. E poi dicono che uno si butta… i soldi in banca…
Paperon de’ Paperoni dovrebbe venire a prendere lezioni a Chiavari… Altro che a Paperopoli!
BEPPE GRILLO: QUERELE RESPINTE,
“PARLAMENTO PULITO” IN NAFTALINA…
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
«Il Tribunale di Roma ha respinto 19 querele presentate contro di me da deputate e senatrici attraverso lo Studio Legale Bongiorno per aver pronunciato la frase: “Sei persone hanno deciso i nomi di chi doveva diventare deputato o senatore, Hanno scelto 993 amici, avvocati e, scusate il termine, qualche zoccola, e li hanno eletti”.
Come siamo arrivati a questa sentenza e perché? Il 10 giugno 2009 sono stato invitato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato per illustrare la proposta di legge popolare “Parlamento Pulito” firmata da 350.000 cittadini. La proposta, dopo quasi otto mesi, non è ancora stata presentata al Senato. Però le cause di diffamazione sono state prontamente attivate nei miei confronti da parte degli onorevoli senatori e deputati del Parlamento: Bongiorno Giulia, Gianmarco Gabriella, Binetti Paola, Napoli Angela, Calabria AnnaGrazia, Di Centa Manuela, Rivolta Erica, Frassinetti Paola, Goisis Paola, Bocciardo Mariella, Centemero Elena, Mussolini Alessandra, Petrenga Giovanna, Polidori Catia, Stasi MariaElena, Faenzi Monica, Pelino Paola, Zaccaria Roberto, Ferranti Donatella. Le ragioni per la non procedibilità sono esposte in dettaglio nel documento allegato del Tribunale di Roma. Nessuna di queste onorevoli persone mi risulta abbia promosso la discussione in aula delle tre proposte di “Parlamento Pulito”: nessun condannato in via definitiva, massimo di due mandati, elezione nominale del candidato.
Le firme sono state raccolte l’otto settembre 2007 durante il primo Vday, consegnate a Franco Marini, l’allora presidente del Senato, nel dicembre 2007. Cadde il governo Prodi. Il nuovo Governo, nonostante numerose sollecitazioni, le ignorò fino al maggio 2009 quando mi recai davanti al Parlamento vestito da pittima. Il presidente Vizzini, che si dimise subito dopo, mi invitò a presentare la proposta di legge in Commissione nel giugno 2009. Da allora il silenzio, tranne le 19 querele e una mia richiesta di incontro pubblico (negato) con il presidente del Senato Schifani a Reggio Emilia durante la festa del Tricolore.
In questa legislatura sono state discusse leggi vergognose, dal Lodo Alafno, a quella delle intercettazioni, al processo breve, allo Scudo Fiscale. Deputati e senatori extravergini dovrebbero preoccuparsi della loro onorabilità per aver permesso che queste leggi siano state presentate e approvate, e querelare i primi firmatari in nome e per conto del Parlamento.
350.000 persone aspettano che la legge “Parlamento Pulito” venga discussa. Poiché ognuno di loro conta uno, hanno il diritto di presentarsi di fronte al Senato uno alla volta e tutti insieme per pretendere rispetto da parte dei loro dipendenti. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure».
Beppe Grillo
IL GOVERNO VUOLE CACCIARE I CORROTTI!
NON SARÀ LA SOLITA PROPAGANDA PRE-ELETTORALE?
Dal nostro collaboratore Michele Sequenzia riceviamo e pubblichiamo:
“Arraffo io che arraffi tu”, questo è il messaggio che sta passando di bocca in bocca per la ricostruzione dell’Aquila? I massimi vertici dei Lavori Pubblici, dove sono? L’intero sistema statale è sotto accusa, in piena bufera tra accuse e turpi ricatti. Il governo sapeva o no di questi scandalosi abusi di potere, tangenti e mazzette, pioggia di scambi di favoritismi ed appalti truccati, fiumi di denaro pubblico in pagamento “extra legem” per scopi inconfessabili, e ogni altra sudiceria, o no? Il settore delle infrastrutture e dei contratti pubblici è poi sottoposto alla vigilanza dell’autorità amministrativa indipendente del settore, ossia l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture di cui al Codice dei contratti pubblici. Abbiamo bisogno di fare pulizia, buttiamo fuori la spazzatura da ogni carica pubblica.
Se tanto mi da tanto, che cosa succede con il ponte sullo stretto di Messina? La macchina degli appalti tra i soliti VIP si è rimessa in moto. Decisioni prese, la holding pubblico-privata, Impregilo, Fintecna, Anas, Rete ferroviaria, potente lobby dalle molteplici interessenze meta partito, ragnatela delle finanziarie del subappalto: si approva. Tutto da copione governativo, fotocopiato con la stessa trafila, quella solita, ben collaudata, senza alcun controllo. Da approfonditi studi, il futuro della Sicilia sarà di una prosperità mai vista nei secoli passati. La Calabria, terra di Corrado Alvaro, di povera gente, di emigrati, diventerà il nuovo giardino dell’Eden. Mentre l’Abruzzo piange i suoi morti dimenticati, tutta l’Italia è in piedi e applaude il capo del governo. Il ponte sullo stretto ha da farsi. Il conto arriva poi a casa e lo paghiamo noi, siatene certi, e molto caro. In realtà tutta la Sicilia nord-orientale e la Calabria meridionale - lo sanno tutti, anche i sassi - sono regioni ad alto rischio sismico. Aspettiamo il prossimo terremoto di Messina per chiamare Bertolaso?
Nuove frane stanno spazzando via intere comunità. La gente è fuggita da Maierato. San Fratello è vuota, ma le frane non sono finite. Non bastano queste nuove tragedie a farci aprire gli occhi? Malgrado i continui allarmi, si profilano nuovi disastri, si va avanti con i soliti paraocchi. Di fatto aumenta la misera generale, ma si continua a dire che il PIL è in crescita, la produzione aumenta, le fabbriche di automobili lavorano a pieno ritmo, le esportazioni aumentano, la disoccupazione non esiste, le famiglie si amano, i figli crescono sereni, le nostre scuole sfornano i migliori cervelli del mondo. Il governo è solido,compatto, tutti per uno e uno per tutti. Tutti insieme appassionatamente. Finalmente avremo una classe dirigente, cervelli di qualità, ben superiore a quella che esce dalle università di Yale e di Cambridge. Non ci saranno più extracomunitari, nemmeno clandestini. Gheddafi ci da una mano. Si prevedono mari calmi, spiagge gremite di bagnanti, soprattutto lungo lo stretto. I nostri giovani vogliono lavorare, hanno la febbre addosso. Finalmente le metropoli saranno operose, operai e padroni felici. Aerei e treni funzioneranno a meraviglia… Le statistiche sono tutte in positivo, la finanza è sana. Mai governo è stato tanto amato, “pulito dentro, bello fuori”. Dal Brennero a Capo Passero, un fervore di iniziative di convegni storico-risorgimentali, scolaresche festanti, inni verdiani, bandiere al vento, per i solenni 150 anni dell’Unità d’Italia. Ci si sente più che mai tutti italiani. Ci si abbraccia da Aosta a Enna con un calore patriottico che ricorda i valorosi martinitt (n.d.r. poveri ragazzi orfani) delle sanguinose Cinque giornate di Milano (n.d.r. 18 marzo 1848). Ma Giuseppe Mazzini, il vero patriota, propugnatore di una Nazione “Una, Indipendente, Libera, Repubblicana”, chi lo ha invitato?
Per non passare pure per tanti fessi, ci risulta che i costi fissi, esclusi tutti i variabili, le modifiche, i costi non prevedibili, gli scioperi, per progetto, studi, consulenti, attrezzature, materiali, tecnici, ingegneri, operai, etc, grosso modo, sono lievitati al 2009, da 3.879.600 di euro, come da progetto iniziale a 4.969.530 euro (+28%), tutto questo senza una sola badilata. Non si era detto di volere un ribasso del 12%? Il progetto è ancora tutto in aria, esiste un protocollo finale? Nessuno lo sa. Sarà segreto di Stato? Le cifre poi ovviamente cresceranno di molto. Vorrei sapere, da voi gentili lettori, la vostra opinione. A che cosa serve il ponte? Piace a voi il ponte? Non sono domande oziose, del solito rompiballe, non vi sembra? Alla fin fine, il ponte lo paghiamo tutti, cari amici, anche quelli della Val Brembana. Di sicuro c’è che sono iniziati i lavori in segreto, nella frazione di Cannitello di Villa San Giovanni. (U Cannateddu) uno dei più gradevoli e caratteristici borghi di mare della Calabria. La località si sviluppa interamente lungo la costa calabra dello Stretto ed è uno dei pochi centri abitati con abitazioni del lato mare che si affacciano direttamente sulla spiaggia, dalla quale si gode di una vista unica che spazia, nelle giornate di tempo sereno, da Capo Vaticano alle Isole Eolie, fin oltre l’Etna.
Le acque dello stretto sono un dono prezioso di Dio, stupende, vivificanti, fanno bene, risultano prive di sedimento grazie alle correnti che permettono alla luce di penetrare sino a 30 metri. Immaginatevi di essere in un paradiso di colori, di profumi. Una beatitudine che molti popoli ci invidiano. Vi trovano albergo preziosi organismi marini come le Gorgonie (Paramuricea clavata) e il “falso corallo nero” (Gerardia Savaglia), alghe rare, assieme a forme viventi vegetali come la Caulerpa e le Poseidonie. Che meraviglia. Tutta l’area marina è ricchissima di vita, un corridoio di straordinaria bellezza, punto cruciale per il transito di numerose specie marine, come i grandi pelagici, tonno, l’ alalunga, la palamita, l’aguglia imperiale ed il pesce spada. Una ricchezza per milioni di abitanti che rischia l’estinzione. (O. Pieroni)
Una leggenda narra di un re barbaro che venne a trovarsi davanti allo stretto. A pochi chilometri davanti a lui sorgeva una isola, la Sicilia, e un gran monte fumante, l’Etna. Il re si domandava come raggiungere l’altra sponda trovandosi sprovvisto di imbarcazioni .
All’improvviso, si narra, apparve una donna assai bella che offrì al re il modo di attraversare lo stretto e, con un semplice cenno, fece apparire a pochi passi da lui, davanti ai suoi occhi, riflessi nell’acqua del mare, i monti, le spiagge, le vie di campagna, e le navi nel porto come se potesse toccarli con le proprie mani. “Fantastico” esclamò il re e, detto fatto, balzò giù dal suo cavallo e si gettò nell’acqua, certo di poter raggiungere l’isola con un paio di bracciate, ma non fu così perché tutto quello che aveva visto era un miraggio, un semplice gioco della luce della bella e sconosciuta donna, che altri non era che la fata Morgana.
Chissà se andrà a finire così anche nella realtà…
Michele Sequenzia
PUNTO DI VISTA: LA RAGION DI STATO
Dalla nostra collaboratrice Anna Maria Zenobi riceviamo e pubblichiamo:
Si parla sovente di diplomazia e astrattamente di diplomatici. Raramente, o quasi mai, la tàttica viene messa in luce. Si trattava allora di capacità di manovrare le truppe in battaglia; in modo figurativo oggi è la capacità, l’abilità di condurre una manovra politica. Di tàttici nella politica italiana ce ne sono pochi, in senso restrittivo uno solo, capace di volgere in suo favore le situazioni le più intricate ed angosciose: un vero mago, circondato da personaggi che lo adorano e che vendono le sue parole come oro colato. Questi tatticoni pendono dalle labbra di un solo capo le cui capacità travalicano le regole, delle quali si serve volgendole in suo favore ogniqualvolta se ne presenta l’occasione.
È il factotum del governo, è un uomo a cui piace mescolare le carte del gioco senza interpellanze e che con ostinata determinazione e senza pause di riflessione porta avanti i suoi progetti.
Le sue promesse in politica estera (l’ingresso della Croazia nella Comunità Europea), già anticipatamente deciso e annunziato essendone l’attore principale, non rimangono parole. Godendo del favore di molti stati europei soggiogati dalle sue espressioni di compiacimento per aver risolto nel nostro paese i problemi del momento, egli si compiace di essere sulla scena della politica europea e dimostra la sua soddisfazione perché “tutto si può fare per migliorare le cose, le più ingovernabili”. E l’Italia si è affidata a lui ciecamente, e lo lascia governare perché le sue ragioni di fare politica non sono personalistiche. E il modo in cui governa ha una procedura che non certo lo spaventa: la televisione, i migliori avvocati, le collaborazioni giornalistiche accettate solo se conformi alla sua idea mentale, altrimenti…
Eppure di cose e di luoghi ne abbiamo abbastanza per riflettere! Ciò che ha fatto per L’Aquila è stato diffuso a larghe reti per tutto il mondo, ma il “miracolo” si può fare una sola volta nella vita politica di uno Stato, poi… tutto va da sè. La notizia delle dimissioni di Guido Bertolaso non ci coglie di sorpresa. La maggioranza, difatti, non le ha approvate, perché cosa non si farà per dimostrare l’infondatezza delle accuse? Ne andrebbe di mezzo il valore dell’onnipotenza del partito.
“Lo Stato ha le sue ragioni che la ragione non conosce”.
Anna Maria Zenobi
IL “CASO MARRAZZO” E IL SILENZIO
Dalla nostra collaboratrice Anna Maria Zenobi riceviamo e pubblichiamo:
Tutto si è chiuso sul palcoscenico della politica per l’ex governatore Marrazzo, che ha abbandonato il convento per tornare alla famiglia. Dal punto di vista religioso, Dio gli ha perdonato il peccato sessuale con il trans, perché non ha lasciato strascico né sulla collettività, non avendo fatto male che a se stesso, né alla politica, abituata ormai agli scandali degli uomini stravaganti della nostra “polis”. Nella questione privata è prevalsa la politica del silenzio, del raccoglimento, del pentimento. Ma che né è del processo breve che più breve non si può?
Codesto modo di procedere, anzi di non procedere nemmeno dopo le morti rimaste ingiustificate del transessuale Brenda e del Pusher, offende le coscienze di quanti si aspettano che “la giustizia faccia il suo corso”, non tanto per colpire e condannare, quanto per evitare che un cattivo esempio possa essere oggetto di emulazione.
L’informazione seria ha un ruolo importante insieme alla giustizia: come si fa a prevenire, anziché punire, se la giustizia e l’informazione giusta ci abbandonano? Da chi possiamo apprendere per evitare gli inganni irrimediabili?
La verità ancor prima della giustizia, che può anche essere clemente, è la prima fonte a cui attingere per il nostro intelletto e per la buona coscienza.
E col mantovan Sordello, riferendoci al Canto VI del Purgatorio, ci vien da dire:
“Ahi, serva Italia di dolore ostello, / nave sanza nocchiero in gran tempesta / non donna di province, ma bordello / ………… / “chè le città d’Italia tutte piene / son di tiranni, e un Marcel diventa / ogne villan che parteggiando viene”.
Anna Maria Zenobi
Questa settimana siamo nel periodo dei “saldi” invernali.
Anche noi vogliamo essere generosi, per cui i proverbi diventano tre al prezzo di uno.
Una volta si diceva: “Bacco, Tabacco e Venere, riducon l’uomo in cenere”.
Oggi, invece, si dice: “Escort, potere e milioni
ci fanno somigliare a Berlusconi…”.
Il Presidente del Consiglio ha decretato:
“Fuori gli inquisiti dalle liste elettorali!”. Il corvo dice al merlo: come sei nero…
Dopo l’approvazione del decreto anticorruzione per i candidati, la politica
ha tolto al cittadino persino il diritto a gridare
(in questi giorni di alluvioni): “Piove, governo ladro!”.
Avviso ai naviganti di sabato 13 febbraio 2010
OGGI POMERIGGIO FESTA DI SAN VALENTINO
AL “PUNTO INCONTRO DELLA TIGULLIANA”
Nella sala convegni di Via Belvedere 5 (angolo entrata Ospedale, dietro Piazza Mazzini) oggi pomeriggio, SABATO 13 FEBBRAIO, a partire dalle ore 17, in occasione della Festa di San Valentino, patrono di tutti gli innamorati, FESTA DELL’AMORE: musica, poesia e immagini e presentazione del libro “PAROLE D’AMORE”, antologia poetico-letteraria di San Valentino.
Gli appuntamenti al “Punto Incontro della Tigulliana” Via Belvedere, 5 - Santa Margherita Ligure, sono ad ingresso libero sino ad esaurimento dei posti.
Ricordiamo che la tessera annua di 15 euro consente di partecipare a tutti gli appuntamenti in programma (soprattutto quelli riservati ai soci), sino al 31 dicembre del 2010.
Sottoscrivendo la quota di 30 euro, oltre alla tessera, si avrà diritto all’abbonamento (sempre per un anno) al periodico “Bacherontius” (per un totale di 6 numeri annui).
Le tessere e gli abbonamenti si possono sottoscrivere presso la nostra segreteria.
FARMACIA COMUNALE O FARMACIA PRIVATA?
STAMATTINA (SABATO), ORE 10,
INCONTRO PUBBLICO ALLA “TIGULLIANA”
Dal Comitato in difesa della farmacia Comunale di San Siro riceviamo e pubblichiamo:
«Il Comitato in difesa della farmacia Comunale, riunito alla presenza di numerosi cittadini appartenenti a tutte le componenti politiche, ha deliberato le iniziative che verranno intraprese nei prossimi giorni.
Sabato 13 alle ore 10, presso lo spazio incontro “La Tigulliana”, incontro pubblico di presentazione del Comitato.
Domenica 14 dalle ore 9 alle ore 13 raccolta firme in Piazza S.Siro per fermare la svendita della farmacia.
In merito al dibattito pubblico organizzato da “Gente per Santa” lo scorso giovedì sera, il Comitato non ha partecipato all’incontro».
RINNOVATA LA PROPOSTA DI INTITOLARE UNA STRADA AL SINDACO
“ANTICEMENTO” DELLA “PERLA DEL TIGULLIO”
Il 26 agosto 2008, in occasione del decennale dalla scomparsa dell’Ing. Raffaele Bottino (che fu sindaco di Santa Margherita Ligure per 15 anni), a nome del periodico “Bacherontius” e dell’Associazione Internazionale “Amici del Monte di Portofino” (il sodalizio fondato dal geologo prof. Ardito Desio), gli scriventi Marco Delpino e Raffaello Uboldi avanzarono ufficialmente la proposta di intitolare una via, una strada, una piazza o altro a Colui che fu considerato il “sindaco anticemento” per antonomasia.
Il predecessore dell’attuale sindaco, Claudio Marsano, avviò (sia pur in via sommaria) la pratica, ma la sopravvenuta crisi amministrativa bloccò ogni ulteriore passo o decisione in merito.
Oggi, a quasi dodici anni dalla scomparsa di Bottino e a 37 anni da un evento che vorremmo definire “storico” per la salvaguardia di Santa Margherita Ligure (l’adozione di un Piano regolatore restrittivo), nel momento in cui, a livello nazionale, vengono avanzate richieste di intitolazioni di strade a Bettino Craxi che, nel beno o nel male, ha inciso nella vita politica del nostro Paese, a Santa Margherita Ligure abbiamo l’esempio di un Uomo che ha lavorato in maniera positiva per il bene della nostra Città.
Per questo, con lettera protocollata in data 12 febbraio, abbiamo rinnovato all’attuale sindaco Roberto De Marchi e all’amministrazione comunale cittadina da lui presieduta la proposta di intitolare una strada (o altro) al mai dimenticato sindaco anticemento Raffaele Bottino, rinnovando la nostra disponibilità, se del caso, a raccogliere firme in calce a una pubblica “petizione popolare”.
Raffaello Uboldi e Marco Delpino
PORTO DI S. MARGHERITA:
QUELLA LINEA “MAGINOT” FA VERAMENTE SCHIFO!
Noi l’avevamo detto (e, ancora una volta, eravamo tra i pochi…): quel prolungamento del porto di settanta metri non andava fatto.
I lavori sono in corso e non siamo andati a misurare col metro, ma ci auguriamo che il prolungamento sia finito lì e non vada oltre.
Resta il fatto che quella linea “Maginot” è davvero brutta, è antiestetica e ha tolto l’orizzonte al paesaggio di Santa Margherita Ligure. Soprattutto, ne siamo certi, non risolverà un fico secco, perché non servirà a mettere in sicurezza il porticciolo della Città da possibili mareggiate.
Il vecchio e buon sindaco “anticemento” Raffaele Bottino, dimenticato da tutti (solo noi lo ricordiamo rinnovando le richieste di intitolargli una strada o una via), si rivolterà nella tomba a vedere (dall’alto dei Cieli) lo scempio di quell’orribile diga.
La classe politica sammargheritese ha l’intera responsabilità di questo disastro, perché il progetto del porto (con il prolungamento orribile di 70 metri) è stato approvato da tutti quanti.
Noi ci dissociamo da certe sciagurate scelte, che ricadono sull’ambiente e sull’aspetto della nostra Santa Margherita Ligure. Lo sappiano tutti. A futura memoria.
OSPEDALE DI “SANTA”: QUALCUNO NON CE LA CONTA GIUSTA/2…
Repetita iuvant:
Oltre che in attesa delle risposte circa i fondi FAS (della Regione) sul “progetto De Marchi” per la riqualificazione dell’area ospedaliera (con il piano dei parcheggi previsti), siamo sempre in attesa di risposte da parte dei due contendenti “storici”: l’attuale sindaco Roberto De Marchi e il suo predecessore Claudio Marsano.
Marsano, infatti, ha asserito che Santa Margherita Ligure perderà anche il reparto di Radiologia (attualmente ubicato al pianterreno dell’edificio). De Marchi, al contrario, sostiene che Radiologia farà parte a tutti gli effetti della cosiddetta “piastra ambulatoriale”. Per cui, a questo punto, come cittadini e giornalisti, in assenza delle planimetrie definitive e in presenza di un’ambigua presa di posizione del Direttore Generale della ASL Paolo Cavagnaro che, in pratica, dà un colpo al cerchio e uno alla botte, avendo sostenuto (a suo tempo) il “progetto Marsano” e altrettanto facendo oggi con quello di De Marchi (definendolo “non incompatibile” con le necessarie esigenze espresse dalla ASL), vorremmo capirci meglio: chi racconta una “bufala”? Marsano o De Marchi? La Radiologia ci sarà o perderemo anche quella? E dove? A pianterreno o al primo piano, oppure a Rapallo o a Lavagna?
Inoltre Marsano sostiene come De Marchi, in occasione della campagna elettorale, abbia dichiarato la propria contrarietà (in generale) alla realizzazione di box privati. È vero oppure no?
Vorremmo sapere tutto ciò, perché la cosiddetta “piastra ambulatoriale” è sempre stata avvolta da una fitta nebbia e nessuno ha mai spiegato cosa caspita ci sarà ficcato dentro.
Da qui la nostra “sfida” ai due eterni rivali. Diteci esattamente come stanno le cose, perché, da una parte o dall’altra, le voci si rincorrono, si sommano, si sottraggono e il cittadino finisce col non capirci un fischio.
Al momento, non abbiamo ottenuto alcuna risposta.
Inoltre, Matteo Rosso, candidato consigliere regionale per il PdL e attuale responsabile regionale dei problemi della Sanità del suo Partito, in un articolo pubblicato sul “Corriere Mercantile” sabato 30 gennaio scorso, ha dichiarato testualmente che “deve essere tenuta nella massima considerazione la necessità di un punto di primo intervento” anche a Santa Margherita Ligure.
Vorremmo sapere, anche da Matteo Rosso e/o dal PdL: è questa un’affermazione elettoralistica o è una precisa richiesta? La lingua italiana si presta ottimamente a varie interpretazioni, per cui la frase “tenere nella massima considerazione la necessità” equivale a far proprie le esigenze di un punto di primo intervento anche per Santa Margherita Ligure oppure è semplicemente “l’auspicio” di dare a questa richiesta una certa “priorità” senza tuttavia considerare l’affermazione una precisa volontà di programma?
Anche in questo caso, vorremmo sapere qualcosa di più (e lo chiederemo personalmente a Matteo Rosso in occasione di un prossimo incontro). Perché se Matteo Rosso propone “un punto di primo intervento” anche per Santa Margherita Ligure (ed ovviamente ci troverebbe più che d’accordo), questa proposta dovrebbe essere avallata dal candidato Governatore Sandro Biasotti. Altrimenti, quella di Rosso resterebbe una semplice “promessa elettorale” che, una volta passata la “festa”, potrebbe lasciare il tempo che trova “gabbando lu santo”.
Intanto, come abbiamo già scritto, siamo intenzionati ad organizzare, a breve, qualcosa di clamoroso proprio sul tema della sanità.
Marco Delpino
a nome del “Comitato Difesa Ospedale di S. Margherita Ligure”
GUIDO BERTOLASO, “L’UOMO DEL FARE”:
UN PREMIO ASSEGNATOGLI DI CUI SIAMO ORGOGLIOSI
Le vicende che hanno visto coinvolto il Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso in questi giorni non spostano di una virgola il giudizio che abbiamo sempre avuto di lui. Ovviamente, il nostro augurio è che “l’uomo del fare” possa dimostrare a breve la propria assoluta estraneità agli appalti e alle corruzioni che hanno coinvolto alcuni uomini del suo staff.
Ma al di là delle vicende giudiziarie, su cui è legittimo che i giudici indaghino, ci preme ribadire una nostra opinione, la stessa che ci portò giovedì 12 luglio 2007 ad assegnare a Santa Margherita Ligure, nella cornice di Villa Durazzo e in occasione di “Tigulliana Estate”, a Guido Bertolaso il Premio Internazionale “Golfo del Tigullio” per il territorio e l’ambiente.
In un’Italia di rammolliti, Bertolaso ha rappresentato un’eccezione (oltre che un’eccellenza). È un uomo che, a naso, ci è sembrato solare, sincero, determinato, vero, spontaneo. Ci appare difficile pensarlo nel ruolo di corrotto. Ma in questa vicenda che lo vede indagato abbiamo subito colto tre aspetti che lo differenziano da altri: le immediate dimissioni (in un’Italia in cui neppure un pregiudicato immatricolato non mollerebbe uno scranno per tutto l’oro del mondo, la volontà di rimettere ogni incarico è già un segnale di tutto rispetto), la sua totale fiducia nella magistratura e l’intenzione di essere ascoltato dal giudice al più presto al fine di chiarire il suo ruolo.
Sbaglia chi, come Di Pietro & company, lo mette già alla gogna prima del tempo. E sbaglia chi, come Berlusconi, trova lo spunto per sferrare l’ennesimo duro attacco alla magistratura.
Di Pietro è il classico populista che predica bene ma rischia di razzolare male (gridando “al lupo!” e tenendo qualche lupo nella stalla accanto agli agnelli…). Berlusconi, nel rilasciare certe inopportune dichiarazioni, si comporta invece da “capopopolo”, dimenticando di essere un uomo delle istituzioni. Ma questo è un altro discorso, giacché gli “statisti” sono fatti di tutt’altra pasta: lo è stato Giulio Andreotti che, sino all’ultimo, doverosamente, ha seguito l’iter dei suoi processi sino alle positive conclusioni; non lo è stato Bettino Craxi che ha portato via i corbelli per non dover rispondere delle sue colpe di fronte agli italiani. Nel suo piccolo (per modo di dire, visto il “macigno” di accusa) ha svolto il ruolo di “uomo di Stato” persino Calogero Mannino, che ora è uomo libero e d’onore (anche se qualcuno avrebbe voluto farlo passare per “uomo d’onore” in altro modo… Ottima l’intervista che Andrea Vianello di “Mi manda Rai Tre” ha fatto a Mannino alcune settimane fa, in cui sia il giornalista, sia l’intervistato ne escono alla grande).
Aggiungo un piccolo particolare, altrettanto significativo: quando tre anni fa invitai Bertolaso alla “Tigulliana”, scrissi una semplice lettera a lui indirizzata al Dipartimento della Protezione Civile. La scrissi da “cittadino”, senza carta intestata, senza enti o sodalizi alle spalle. Tempo dieci giorni, Bertolaso mi rispose, accettando l’invito che un semplice cittadino gli aveva rivolto.
Mi stupii, ma non più di tanto. E quando Bertolaso giunse a S. Margherita Ligure fu accolto da un pubblico entustiasta che ha creduto in lui e in ciò che ha fatto.
Anche per questo, dalle colonne di “Diario di Bordo”, mi sento di dire a Bertolaso: “Sono certo che non hai tradito la fiducia degli italiani e mi auguro tu possa dimostrare la tua limpidezza, la tua coerenza, la tua onestà. Io sono tra quei milioni di italiani che, pur credendo nella magistratura, ti è vicino in questo momento di amarezza e di dolore, confermandoti le motivazioni del Premio che ti abbiamo assegnato nell’estate di tre anni fa”.
Marco Delpino |