ALESSANDRO GE
ALESSANDRO GE, IL POETA CHE ACCAREZZA L’ANIMA
Alessandro
Ge è nato nel 1959 a Novara, dove da sempre risiede e
lavora. Dopo aver conseguito il diploma di perito industriale, dalla metà degli
anni ‘80 ha collaborato con i periodici locali come giornalista pubblicista.
Forte
è il legame affettivo con la Valle Vigezzo, meglio
conosciuta come la Valle dei Pittori, dove ha trascorso fin dall’infanzia
lunghi periodi di villeggiatura. Coniugato, senza figli, è un affettuoso e
attento amante degli animali. Gipsy e Pepita sono, infatti, le sue “bimbe” a
quattro zampe. Simpatica e irruenta femmina di border collie la prima, scatenata e ribelle gattina rosso tigrata, la
seconda. Ma indelebile rimane nel cuore il ricordo del fedele Grillo detto
“Gigio”, un dolcissimo meticcio scomparso nel 2007.
“Carezze
dell’anima” è l’opera prima, raccolta di brevi poesie composta tra il 1989 ed
il 1994, edita dalle Edizioni “Tigullio-Bacherontius”
nel dicembre 2007.
Riconoscimenti:
2008
- 31ma Edizione Premio Letterario Internazionale “Franco Delpino
- S. Margherita Ligure”: diploma di merito
sezione tema libero per la poesia “E adesso facciamo la nanna…”;
2009
- 32ma Edizione Premio Letterario Internazionale “Franco Delpino
- S. Margherita Ligure”: Menzione d’Onore;
2010
- Concorso “Una grande storia d’amore” S. Valentino: diploma di merito per la
poesia “Hai acceso la mia notte”.

Il poeta Alessandro Ge riceve il Crest e il diploma di Accademico di San Giorgo.
Nella foto con Delpino,
Giuliana Chiesa De Marco e Giosuè Chiesura.
“E adesso facciamo la
nanna…”
Ci
hai salutato in un caldo pomeriggio di settembre,
senza
clamore, con muta discrezione.
Uno
stanco sbadiglio il tuo saluto alla vita
così
profondamente dignitoso da farci riflettere,
noi,
il “superiore” genere umano.
Ora
corri libero lassù nell’immensità dei prati blu dell’Infinito,
accarezzando
il Cielo con la tua coda color neve,
come
un vessillo trionfante, annusando il profumo dell’Eterno.
“E
adesso facciamo la nanna...” le tue ultime parole che hai udito
prima
di abbandonarti al sonno dei giusti,
per
te dolce liberazione,
per
noi inconsolabile rimpianto.
Hai acceso la mia notte
Non
ci sarà tempesta che mi porterà via
il
tuo fresco sorriso
né
ruvido vento che disperderà geloso
le
tue calme parole.
Hai
acceso la mia notte,
risvegliando
dolcezza e passione.
Nessuna
stella potrà mai eguagliarti
perché
tu brilli di amore infinito.
Aspetterò la luna
Manchi
solo tu in questo tramonto fuggente
dove
il giorno esaurisce le sue ultime energie.
Cerco
un soffio di vento che mi porti da te, che mi parli
Di
te.
Ma
tutto è fermo, malinconicamente calmo.
Aspetterò
la luna, fedele consigliera dei miei sogni,
per
cercarti ancora una volta, dolcemente, per sempre
(tratta
dalla raccolta “Carezze dell’Anima” - Edizioni “Tigullio-Bacherontius”,
2007)