GIUSEPPE FABIANO
GIUSEPPE FABIANO nato a Chiaravalle C.(CZ) il 1510711926 vive e lavora a Imperia via Verdi,79/4. Pittore autodidatta, figurativo ha esposto in varie città e ha partecipato a concorsi nazionali ed internazionali ottenendo premi e riconoscimenti dalla critica e dal pubblico.
Della sua attività artistica hanno scritto i seguenti crítici, poeti e giornalisti: Prof. Giuseppe Nasillo, Prof. Mario Barberis , Prof. Dr. Giorgio Mancini, Prof. Dr. Gianni Marcucci, Giovanna Pagani Paolino, Prof. Enzo Fabiani, Prof. Vito Moretti, Annagrazia Cogno Zarbo, Prof. Dr. Franco Bianchi, Prof. Dr. Lino Vivoda, Prof. Dr. Nello Punzo, Prof. Vittorio Tortorelli, Prof. Franco Alimena, Prof. Mario Domenico
Guilì, Prof. Davide Regnier, L. Leoni, Prof. Poeta Vincenzo Rossi, Prof. Dr. Orazio Tanelli, Prof. Dr-Salvatore Perdicaro, la Redazione dei Quadrato Milano, ing. Antonio Bruno, Prof. Antonio D'Arrigo, Marco Delpino, Prof. Dr. Jan Simane, Dott. Flavio Da Gregorio, Tipografo e allenatore sportivo Antonio Manno, Avv. Francesco Squillace.
Sue opere sono state pubblicate come illustrazioni di copertina sui seguenti libri: Nuovi Orizzonti, 1981, Accademia Internazionale di San Marco, L'èlite-Selezione Arte Italiana 1983 di Salvatore Perdicaro, Agenda Arte 1983,di Franco Vallone (Edizione Pan Arte Firenze) Vincenzo Rossi nella Critica Il Volume (Edizione del Centro Studi Letterari Eugenio Frate 2000), Illustrazione su CD Edizione Straordinaria Pubblicazione Musicali – Imperia – Tel e fax 0183-166.72.98.
Inoltre sue opere sono in numerose collezioni private e pubbliche. E' presente nell'archivio di stato per l'Arte Italiana del Novecento. Via Giusti,44-50121 Firenze. Una sua opera è esposta al Museo della Casa Real da Saxe-Comburgo-Braganca
Sito web: www.museum-rhp.org
La pittura di Giuseppe Fabiano colpisce subito lo sguardo dell'osservatore per due grandi doti: la semplicità e la chiarezza.
Lo scrittore Vittorio G. Rossi, sosteneva con ragione, che quando si entra in una galleria di quadri e si osserva un’opera, questa deve dare l’idea immediata di ciò che l’artista ha voluto e saputo dire, senza astrusità cerebrali per comprendere l’astrattezza di un messaggio. In tal modo, si evitano cattive interpretazioni.
Nelle opere di Giuseppe Fabiano il messaggio è chiaro ed immediato, ed è un messaggio d’amore verso la Natura, il segno che l'Uomo può ancora riscattarsi, elevarsi e prevalere sulla macchina.
Giuseppe Fabiano è un artista genuino ed autentico, spontaneo e creativo, che sa attingere, proprio dalla natura, quell’esperienza dell'esistenza che assume creatività vissuta ed incisiva. Una natura misteriosa del quotidiano, un’affettività che rappresenta la vita, quel qualcosa che ciascuno di noi ha dentro l’anima e che, attraverso la parola o la pittura, affiora e si propaga.
Tutte queste sensazioni, queste emozioni pittoriche sono dunque fissate sulla tela dal nostro Artista con freschezza e sensibilità.
Il messaggio pittorico diventa in tal modo spontaneo, senza artfizi o acrobazie coloristiche.
Un uomo di fede, un padre domenicano, ha scritto che: "nelle pietre della storia, nei monumenti delle varie epoche, troviamo la presenza dell'Uomo, della sua civiltà, del suo cammino. E troviamo anche la presenza di Dio".
Anche nelle opere d'arte c'è la presenza dell'Uomo, dell'Artista, del suo dialogo con l'infinito.
La stessa sensazione la proviamo osservando le opere di Giuseppe Fabiano. Complimenti e auguri.
Marco
Delpino
(giornalista ed editore)
L'attività di Giuseppe Fabiano meritava una pubblicazione che ne raccogliesse l'evoluzione pittorica, riportando al contempo sulla pagina stampata anche l'apparato saggistico che si è costituito negli anni. Da brevi trafiletti apparsi sulla stampa a più articolate disamine critiche ad opera di esperti. Tutto ciò lo si trova nel catalogo "Giuseppe Fabiano: nell'arte una ragione di vita" edito nell'aprile del 2002 per i tipi della tipografia Dominici di Imperia. Poco meno di 200 pagine in cui, oltre a molte riproduzioni a colori e in bianco e nero delle sue opere, e la già citata antologia critica si trovano anche immagini che testimoniano dei successi del nostro a diversi concorsi, accumulati durante la carriera e note sulla tormentata vita di un pittore che davvero tramite l'arte ha superato difficoltà quasi insormontabili. Sfogliando queste pagine scopriamo l'amore del nostro per la natura, che si fissa nei paesaggi, spesso le sue vedute sono poi l'unica testimonianza di un ordine andato perduto o di costruzioni e scorci che il tempo ha distrutto. Non mancano prove in cui la vocazione figurativa si allarga in raffigurazioni cariche di simboli, come la torre in fiamme (immagine ormai entrata nel bagaglio di ognuno) vista da lontano, in un bosco che contrasta con la scena di terrore o qualche escursione nel surreale. Anche nella figura Fabiano si disimpegna con onore, quindi la scelta di dipingere il paesaggio non è, come avviene in molti casi, dettata da una carenza della tecnica ma da una precisa scelta.
G. P. Prassi
Pensiero sulla vita
“La vita è un dono del Creato; dolore e amore che dovremmo apprezzare con giusto orgoglio”.
Pensiero sull’arte
“L’arte è gioia e sofferenza insieme che escono dall’anima dell’artista come copia della sua immagine spirituale; sua interpretazione e comunicazione delle meraviglie della natura e della vita”.
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Amen |
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S. Maria della Pietra. |


Bosco
- cm. 70 x 120, olio e Paesaggio
Ligure, cm. 30 x 40, olio.
Marina - cm. 50 x 70, olio.
Papa Giovanni Paolo II e il ragazzo Ivan Fabiano (ritratto eseguito nel 1994)
Olio su tela- cm. 40 x 50.
Inverno - cm. 60 x 97, olio.
Terreni incolti - cm. 50 x 70, olio su tela.
Le cinque terre - cm. 50 x 70, olio su tela.
Palau, Capo d'orso - cm. 50 x 70, olio su tela.
Semina e raccogli, olio cm. 40 x 50.

Natura e vita, 1991, cm. 70 x 100, olio.
Introduzione al catalogo «Giuseppe Fabiano: nell'arte una ragione di vita
Una cassa di dinamite e un motore acceso. "Simpatia".
Un boato nella galleria ha fatto tremare la montagna. Urla di dolore, implorazioni e imprecazioni s'intrecciano confusamente nel buio fumoso del fondo. Giungono i soccorritori, ed una lanterna rischiara mestamente il teatro della tragedia. L’uomo straziato respira ancora. C'è chi dice di lasciarlo lì a morire in pace, giacché - da quel che è dato vedere - ne avrà sì e non per qual' che minuto...
Ma l'uomo non cede alle mire di sorella Morte. Starà due anni in ospedale; gli faranno trapianti ossei e di epidermide; verrà ricostruito ex novo nella materia.
Questa è la storia di un uomo dalla volontà non comune, dallo spirito indomito di un antico guerriero spartano, dalla fede incrollabile di un apostolo verso la disposizione divina prestabilita.
Questa è la storia di Giuseppe Fabiano.
Giuseppe Fabiano, pittore affermato "post-dinamite", era predestinato a percorrere con successo la strada dell'Arte. Ma prima dell'incidente non aveva trovato il tempo di applicarsi convenientemente sul campo della vocazione.
Poi, durante i lunghi mesi di immobilità assoluta nel bianco lettino dell'ospedale, il suo spirito artistico si risveglia. Riflette e studia intimamente su quello che realizzerà quando potrà riprendere la funzionalità degli arti; riflette e studia sulla realizzazione di opere mediante una tecnica personalissima, al di fuori della materia tradizionale. E mentalmente, giunge alla risoluzione del problema per l'attuazione.
Riprende gradualmente la funzionalità fisica. La pianta offesa dal tornato torna a germogliare; e lo fa sotto la spinta di una linfa vitale copiosa. Con il trionfo della materia, trionfa e si afferma lo spirito. Fabiano realizza così quanto ha lungamente studiato e sognato: un composto pastoso per l'impianto di base che attua generalmente a bassorilievo e che - essiccato - risulta duro come l'acciaio. Come l'acciaio - a prova di dinamite - e non poteva essere altrimenti... per rimanere in carattere!
Su questa materia Fabiano dipinge. Su questa materia trasferisce la sua prorompente vitalità; con piena esaltazione cromatica nelle immagini ben focalizzare; tra il ritmo musicale di dolce comunicativa che partendo dal suo spirito raggiunge e conquista il sentimento estetico romantico di ogni osservatore.
Emilio Gaggino (critico d’arte, scrittore e poeta)
Simboli e vita nella pittura di Giuseppe Fabiano
Il maestro Giuseppe Fabiano, noto da tempo sia al pubblico sia alla critica qualificata e onesta, coglie l'essenza esistenziale delle cose e delle creature (vegetali, animali, gente umile) in una immediatezza di sensazioni trasferite e fermate sulla tela in un perenne palpitare. Vogliamo dire che la vita dell'oggettivo, trasportato nella dimensione estetica dal soggettivo correlato non cessa di fremere dentro le sue leggi di spazio e di tempo. Le forme e i colori, i tratti di movimento entrano nella sua tecnica, in un crescendo di significato come se emergessero dagli strati bui e profondi e, attraverso umbratili penombre, giungono alla luce che investe il quadro e vi restano a vibrare con il calore e le sinestesie dei sensi del pittore... Non si ha pertanto paesaggio di riproduzione, freddo e oggettivo, inerte ed esangue, bensì squarci di natura, umanizzata e vivente nei fervori di una bellezza, emanante afflati di eticità.
Ciò che il maestro Giuseppe Fabiano colloca nello spazio in cui si dischiude l'opera vive in una densità simbolica correlante l'universale nel particolare, l'eternità dell'infinito nell'immediatezza del contingente. Nell'albero in particolare nel variante colore del fogliame e nella spinta aerea delle ramificazioni, vibra non solo la vitalità di quel singolo individuo, bensì l'infinito respiro della vita cosmica. E così come l'albero (per dare altro esempio) l'orizzonte nelle tele del nostro pittore si amplifica in una inesauribile visione di totale fraternità con il Creato.
Vincenzo Rossi
Dalla sua attività artistica hanno scritto i seguenti critici e giornalisti: Giuseppe Nasillo, Mario Barberis, Giorgio Mancini, Gianni Marcucci, Giovanna Pagani Paolino, Enzo Fabiani, Vito Moretti, Annagrazia Cogno Zarbo, Franco Bianchi, Lino Vivoda, Nello Punzo, Vittorio Tortorelli, Franco Alimena, Mario Gullì, Davide Regnier, L. Leoni, Vincenzo Rossi e Orazio Tanelli.
Illustrazione di copertina su i seguenti libri con opere di Giuseppe Fabiano:
Nuovi Orizzonti 1981 Anno XX Accademia
Internazionale di San Marco
L’élite 1983 Selezione Arte
Italiana di Salvatore Perdicaro
Agenda Arte 1983 di Franco Vallone edizione
Pan Arte Firenze
Vincenzo Rossi nella Critica II volume
edizione del centro studi Letterari Eugenio Frate 2000
Giuseppe Fabiano
Pittore del Campidoglio 1981
In
un’epoca ove predominano arrivismo ed impreparazione, nella
quale s’improvvisa dal nulla la notorietà, facendo, con
abile regia, dell’Arte un commercio, è davvero
consolante incontrare un artista come Giuseppe Fabiano, in possesso
delle necessarie doti di sensibilità, capacità
espressiva e d’ispirazione per ascendere sulla vita del
successo conquistato giorno per giorno, senza voli improvvisi, con
serietà di studio, onestà ed impegno, “per
trovare nell’Arte una ragione di vita”.
Pittore essenzialmente figurativo, egli sa che la pittura non è soltanto disegno, prospettiva e colore, ma luce interiore emanata dallo stile in libera espressione, nel coerente svolgimento delle sintesi filtrate attraverso un’autentica sensibilità artistica. Perciò, senza indulgere alle mode imperanti nel mondo d’oggi, dove chiunque ne abbia voglia può permettersi di rovesciare sopra una tela barattoli di vernice o incollare un rifiuto da rigattiere sopra una sudicia tavoletta, Giuseppe Fabiano continua a dipingere paesaggi, fiori ed oggetti comprensibili su tela con colori ad olio, a pennello ed a spatola ed a disegnare a punta di penna o di matita, affinando ulteriormente i suoi già cospicui mezzi espressivi degni - tuttavia - di più lontane mete.
La sua presenza in concorsi a livello nazionale ed internazionale, come pittore e come membro di giurie, i premi ottenuti per la sua incessante produzione artistica mantenuta costantemente su toni elevati, gli hanno fatto meritare il prestigioso riconoscimento di “Pittore del Campidoglio 1981” a seguito dell’esposizione del suo stupendo dipinto “Fontana a Moltedo-Imperia” nella Sala della Protomoteca in Campidoglio.
In sintesi, possiamo affermare che Giuseppe Fabiano è un artista serio e preparato, di notevole validità. Operante nel campo della pittura da lunghi anni, ha realizzato, nell’ampio arco della sua vita appassionatamente operosa, opere di fresca bellezza, ispirate all’aureo filone dell’arte figurativa, con una ricca tavolozza ed una profonda perizia, che gli consentono di trasferire sulla tela ogni intimo sentimento umano ed ogni aspetto della natura nel loro essere e nel loro incessante divenire.
Nello
Punzo
DAL VADEMECUM DELL'ARTE FIRENZE 1979
La pittura di GIUSEPPE FABIANO si presenta soprattutto ricca di versatilità: essa tocca infatti i temi più svariati, dalla paesaggistica, al soggetto spaziale. Attraverso le sue realizzazioni si legge chiar ' amente la forte personalità duramente provata dal destino che però ha trionfato su di esso, e di ciò FABIANO è giustamente orgoglioso. La sua prorompente vitalità si riafferma continuamente nella scelta dei colori caldi, brillanti, nell'attenzione che pone nel cogliere l'assenza della natura negli scorci paesaggistici sempre pieni di gusto e di equilibrio.
Le sue opere sono un inno alla vita, una testimonianza continua di fede che ogni giorno si rinnova e prende vigore.
Il favore con il quale il pubblico ha accolto le sue creazioni è stato confermato dai crescenti consensi della critica ed espressi nelle premiazioni in vari concorsi ed esposizioni.
Gianni Marcucci
DAL CATALOGO BOLAFFI Nº 26
Il risultato evidente è quello di aver saputo rendere nuovo e in certo senso sorprendente un tema antico, se non logoro. Segno questo che la minuziosità dei particolari costruttivi e floreali è nata da un'attenzione amorosa.
Enzo Fabiani
DALL'ENCICLOPEDIA ARTE ITALIANA PER IL MONDO 3º VOLUME
L'immediata comunicativa delle composizioni di GIUSEPPE FABIANO scaturisce anche dalla tecnica particolare che egli usa, senza discostarsi da quelli che sono i parametri semplici e veri di ciò che intende riprodurre.
Giuseppe Nasillo
DAL CATALOGO L'ELITE 1983
GIUSEPPE FABIANO pittore vario e complesso, fortemente impegnato alla ricerca della perfezione. Tutte le sue opere, piene di vigore e di luce, rivelano il calore e il sentimento del Sud e sono piene di infinite immagini, quali espressioni di vita e di lotte sostenute nel segno costante della comprensione e della speranza.
Vito Tortorelli
DALL'ENCICLOPEDIA ARTE CONTEMPORANEA 10º VOLUME
L'arte,
la pittura di G. FABIANO, è tale nel significato più
completo e sostanziale del termine. Essa elude l'artificio di talune
contemporanee ricerche formali (che troppo spesso ci esauriscono in
un astratto gioco di linee e in un dissipante repertorio di voluttà
cromatiche) per essere, invece, dialogo, discorso spontaneo e, anzi,
classico, con l'anonimo fruitore, chiamato non solo a completare in
sé l'immagine, ma a renderla soprattutto attuale, viva, in
quel riconoscerla parte della propria realtà esistenziale e
storica. Non è un caso, peraltro, che la sua pittura possa
definirsi naturalistica, realistica, figurativa, ancorché
appaia sempre e comunque originale: per talune misurate riletture del
quotidiano, per talune non ovvie riproposte paesaggistiche. Del
resto, una evidente humus regionale è sempre rintracciabile
nella pittura di Fabiano, è l'amore per la "naturalità"
delle immagini, è l'attaccamento ai luoghi della propria
esistenza (così ben ricostruiti, tra l'altro, nelle
xilografie), è il piacere (che non diventa mai gratuito
compiacimento) per i fiori, per la campagna, per la natura semplice e
stagionale, che si rinvie'ne sovente nel carattere dei Liguri e che -
voglio aggiungere - è nella personalità di chi sa
essere uomo d'arte senza alchimie estetiche o astratte prefigurazioni
concettuali.
La pittura di G. Fabiano è così,
dunque; semplicemente espressione di una sensibilità che vuole
essere sempre coerente a se stessa, nel grande e nel piccolo,
assurgendo a livelli di indubbia efficacia e di non marginale
validità.
Vito Moretti