ELISA CONTARDI

Elisa Contardi è nata il 15/01/1979 e risiede a Casteggio (PV). Dopo aver conseguito il diploma di Ragioniere, presso l’I.T.C.M Baratta di Voghera, ha iniziato a lavorare nell’azienda del padre.
"L’Amore che ritorna" è il suo primo romanzo ed è stato scritto in meno di due anni. Finalista in concorsi letterari di poesia, ha ottenuto importanti riconoscimenti quali il "Premio Speciale Rotary Club Piacenza-Farnese" nel dicembre 2003 e il 2° Premio al "Concorso Città di Pompei" nel settembre 2004. Le sue liriche sono incluse in diverse antologie tra le quali "Fonòpoli – Parole in movimento 2001-2002", "Anguillara Sabazia Città d’Arte 2002", "Per un mondo di pace 2003", "Oltre la vita 2004".
di MARCO DELPINO
Questo romanzo, di insolita lunghezza per un esordio, non fa leva su mirabolanti avventure, ma parla di segreti difficili da svelare. Segreti che riguardano la vita, che emergeranno, causando una crisi coniugale, ma mettendo anche in moto riflessioni e decisioni benefiche.
Lorenzo è un quarantenne medico di passabile successo, ha una moglie, Laura, e due fantastici bimbi. Così ci viene presentato nei primi passi della vicenda, prima di un importante intervento ad un Convegno, preoccupato solo di chiamare a casa per non perdere il contatto con la famiglia. Ma, di lì a poco, il passato tornerà a complicargli la vita.
Il passato è Erica, il suo grande amore dei vent’anni: una ragazza un po’ viziata e molto trasgressiva che l’aveva trascinato nell’abisso della tossicodipendenza. Un passato rimosso che, all’improvviso, si palesa, visto che la sua ex ragazza terribile è ora la moglie di un luminare che si trasferisce nell’ospedale in cui Lorenzo lavora. Ritorna così a galla, dopo un iniziale fastidio, l’affetto per Erica. Ma, soprattutto, Lorenzo scopre in modo brutale di avere un figlio ventenne, avuto proprio con la ex fiamma. Certo l’intreccio, così esposto, può suonare un po’ come quello di un romanzo rosa, ma non è così, perché le psicologie dei personaggi sono trattate con un taglio approfondito e il lettore si trova di fronte a forti combattimenti e a crescite interiori. Lorenzo troverà il figlio perduto, Matteo, e comincerà a portarlo nell’orbita della sua attuale famiglia, senza però avere mai il coraggio di dire a Laura la verità. Sono tante le bugie che dovrà inventarsi, e poi il protagonista sente rinascere l’amore per Erica; la frequenta, ma non osa andare troppo in là per paura di perdere la famiglia. Ma la tensione crescerà fino al punto di rottura. A questo punto, l’elisione è doverosa. Lasciamo al Lettore, scoprire come questa crisi, che cresce pian piano per più di metà romanzo, andrà a finire. In queste note interessa di più accennare ad alcune riflessioni che la lettura suscita. Intanto quasi tutti i capitoli iniziano con il suono della sveglia, una curiosità che si spiega, a nostro avviso, con la volontà di rimarcare la fatica quotidiana che attende tutti, suggerendo che si dovrebbe cercare di rinascere ad ogni alba. Cosa che non riesce quasi mai, cosa che forse vorrebbe il protagonista, per sfuggire al ritorno del passato.
Un’altra rilevante annotazione è la capacità del testo di dare risalto al mondo del volontariato. Infatti, se la perduta via (persa più volte e da più personaggi) viene ritrovata, lo si deve a don Ernesto. Figura che ritroviamo nella vita reale laddove c’è una comunità votata al recupero delle persone (in questo caso tossicodipendenti). La stessa autrice, del resto, appartiene al mondo di chi si spende per il prossimo, riscoperto quasi per incanto dalla recente vicenda irakena delle due Simone, ma che per fortuna è sempre presente 24 ore al giorno, in Iraq, nelle missioni cattoliche d’Africa e del Sud America, ma anche negli ospedali di un "uomo di buona volontà" come Gino Strada... Senza divagare, è proprio lo spendersi a favore degli altri che darà una prospettiva ai personaggi di questo romanzo. Una generosità che ricollega i fili spezzati di due storie d’amore, che dà un senso alla rinuncia, ed illumina la vita, quella del tran-tran quotidiano, delle piccole bugie, delle risposte brusche ai familiari e, naturalmente, anche delle piccole e grandi gioie.
Un affresco di vita è, dunque, questo pregevole lavoro di esordio di Elisa Contardi e che lo stesso titolo - "L’amore che ritorna" - spiega e riassume. Qui si perdono e si ritrovano diversi tipi d’amore: quello interrotto e dimenticato della gioventù, l’amore sponsale, quello per i figli, l’amore che non chiede nulla dai veri amici, l’amore per il prossimo, l’amore per il padre e per la madre. Qualcosa che lascia segni e ferite, ma che, se vissuto cercando l’onestà dei rapporti e la purezza dei sentimenti, arriva a sovrastarci, arriva a comunicarsi al mondo.
In questo il romanzo, l’amore è anche in una forma molto alta: un amore "politico", perché intreccia le esistenze quotidiane con le emergenze della nostra società. E non lascia in sospeso inconfessabili segreti, perché tutte le strade nella notte saranno infine trovate, con sacrificio e anche dolore, ma in vista di un bene che si trasmette. Anche così l’amore arriva, poi passa, quindi cresce e poi ritorna ancora.
Marco Delpino
(giornalista ed editore)
Gli interessati all’acquisto del libro di ELISA CONTARDI ("L’amore che ritorna", romanzo, 264 pagine, copertina a colori plastificata) potranno inviare la somma di 15 Euro (spese di spedizione incluse) alla redazione della Edizioni "Tigullio-Bacherontius", Via Belvedere, 5 - 16038 Santa Margherita Ligure (GE), oppure versarle sul c/c postale n. 28745487 intestato a Tigullio-Bacherontius.
Filo diretto con l’autrice: elisacont@tiscalinet.it