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PAOLO BOZZI


Nato nell'aprile del 1971 a Firenze, risiede ad Arezzo da moltissimi anni, dove svolge l'attività di orafo. Frequenta una scuola di musica privata a Montevarchi in Valdarno, dove segue le lezioni di tromba, flicorno soprano, solfeggio parlato, cantato e teoria musicale. Per quanto riguarda la Giostra del Saracino, Paolo Bozzi, è stato negli anni '80 un appassionato trombetto del Gruppo Musici della Giostra "W.MONCI"; la famiglia Bozzi di radici santospiritine, tra l'altro, risiede dagli anni ’60 in via Romana, zona dislocata appunto nel territorio giallo-blu del Nobile Quartiere di Porta S. Spirito, a sud di Arezzo.

Ha cominciato a scrivere poesie, ispirate da fatti della sua vita quotidiana, dagli anni ’90. Scrive per placare il suo animo ed evadere dalle delusioni che gli riserba la vita. Ha partecipato ad alcune antologie dell’A.N.P.A.I., curate da Delpino, Riceputi e Mencacci,



GIRASOLI (2000)
 Come un girasole
 
dei tuoi occhi
ero prigioniero.
 
Prigioniero
di quello sfolgorante
fascio di luce
che non scalda la terra,
 
come i raggi del sole
 
che scaldano invece
l’anima di un uomo
bisognoso d’Amore.
 
Come un girasole
 
la mia anima cerca
il tuo sorriso
 
come gli insetti
cercano il nettare
di questo fiore.
 
Come un girasole,
 
cerco portare
il tuo sorriso
nella mia anima,
 
come gli insetti
portano il polline
di fiore in fiore.




Oltre la gabbia
 
Il caldo abbatte le nostre resistenze,
la sete secca la gola, gli occhi ci bruciano,
l'afa, l'umidità, manca il respiro,
ma noi dobbiamo correre,
dobbiamo rendere sempre al massimo,
nessun rispetto, ore e ore al lavoro.
Oltre la gabbia il caldo brucia,
oltre la gabbia il freddo strema,
oltre la gabbia il rispetto manca,
oltre la gabbia i soldi mancano,
oltre la gabbia il silenzio nasconde la mia rabbia.
 
 
L’urlo del silenzio
 
E’ la voce dell’anima che riecheggia nella mente,
è un fulmine che squarcia il cielo dei tuoi pensieri,
mettendo a nudo le tue paure,
è un marinaio che guarda il mare in tempesta dalla prua della nave,
è il buio degli abissi marini,
è un uragano che spazza tutto all’interno di te,
è il giardino della torre d’avorio,
dove l’anima conserva le paure, l’ansia,
le emozioni, i sogni...

Donna di cuori
 
Donna di cuori,
con passo lesto,
fra i tavoli ti destreggi,
il tuo raggiante sorriso doni,
ai commensali.
Donna di cuori,
leggiadra farfalla rossa e nera,
bellissimi capelli ondulati,
lunghi e scuri.
Donna di cuori,
occhi grandi e pieni di luce pura,
armoniosi lineamenti,
del tuo corpo e del tuo viso,
attraggono i miei occhi.
Donna di cuori,
gioie e dolori,
o grandi amori,
con rose e fiori.
Donna di cuori,
dolci baci,
dolci notti d’amore,
le tue scarpe sono li,
in un tappeto di cuori.