ANTONIETTA BENAGIANO
Poetessa, narratrice, saggista e critico letterario, vive a Massafra (TA).
Collaboratrice di prestigiose Istituzioni accademiche e di Centri culturali, annovera, per menzionare solo quelli degli ultimi due anni, oltre sessanta premi.
Presente in antologie anche ad uso scolastico, in CD e in Internet, è anche su "Il Corriere di Roma" del 25 Dicembre 2001 nella pagina riservata alla "Giornata della Cultura": «E' una bella sorpresa A. B. per l'ampiezza spirituale dei suoi scritti, espressa in simbiosi con una profondità di analisi che rasenta – gradevolmente - il puntiglio e si appropria nel modo più colto della filosofia...»
E' nello stesso giornale del 30 gennaio 2001 in "Echi della XXIX Giornata della Cultura": «...Abbiamo un'opera letteraria che, in generale, è frutto di meditata ricerca, impreziosita da una elevata ispirazione. Nota di merito va aggiunta per la chiarezza e la facilità con cui l'Autrice presenta testi di notevole spessore e di grandi orizzonti di pensiero».
E’ presente pure su "Il Corriere del
Giorno" del 28 Gennaio 2002 alla pagina "Cultura e
Società", con un articolo di presentazione su Patér
di G. M. Tufarulo dal titolo: "L'indagine psicologica e la crisi
della sociologia riflessiva occidentale nella narrativa di A. B.":
«...L'autrice, con sapiente regia, ci proietta su un grande
eidophor lo scontro generazionale tra genitori e figli, il potere
straripante dei mass-media nella formazione delle nuove generazioni,
la destabilizzazione del ruolo educativo della famiglia, la crisi
della coppia per la routine di una quotidianità operativa ed
opulenta, che porta a deviazioni pericolose, gli effetti devastanti
della droga, la realtà di una violenza gratuita ed insondabile
... Non si tratta di "Science-fiction" ma l'umanità
della scrittrice jonica soffre, spera, ama nel più umano dei
modi, secondo la legge più naturale dell'universo ch’è
illogica quando è logica. E' cioè quella narrativa in
cui si affacciano i problemi psicologici dell'uomo e della società,
dov'è diagnosticato il male ch’è retaggio e
catena, dov’è descritto il cammino ch’è
liberazione ed ascesa, redenzione e conquista, dove le anime cozzano
contro le tentazioni e i pregiudizi, schiave o ribelli alla loro
attualità, tormentate o esaltate dai problemi del loro tempo,
vittime degli istinti o della volontà, piegate dall’egoismo
o vittime di se stesse...»
Compare inoltre su "La
Gazzetta del Mezzogiorno", 8 Luglio 2002, pag. 27 con un
articolo di M. Mazza dal titolo "Patèr, lo scontro
generazionale fa venire a galla le crepe della coppia", nel
quale risultano, tra le altre note, evidenziate problematiche quali
"lo scontro generazionale tra genitori e figli",
"l'individuo contemporaneo sempre più svuotato di
certezze", "il potere straripante dei mass-media nella
formazione delle nuove generazioni", "la sapienza e
attenzione rivolta dalla scrittrice alla necropoli dei Messapi e alla
loro storia leggendaria".
E’ nuovamente presente su "Il Corriere di Roma" del 19 ottobre 2002: "Al momento di andare in macchina riceviamo "Dove il mirto...", nuova raccolta di poesie di A. B., con prefazione di Maria Peruzzini (ed. ICI) «Poetessa - leggiamo, - che ricama con fili d'oro una trina di versi che sfugge al consumo del tempo».
Nello stesso giornale ritorna alla pagina "Italicae Literae i grandi scrittori tra vecchio e nuovo secolo" del 19 Dicembre 2002: «E’ un acquisto prezioso delle Giornate della Cultura... Per dare una, sia pur approssimativa idea delle sue possibilità, per seguire la strada del suo successo, occorrerebbe molto più spazio di quanto dedicatole oggi... A titolo di mera curiosità, citiamo gli oltre sessanta premi meritati nei primi due anni del secolo... attribuiti da primari organismi culturali...». Dell'ultima opera "Dove il mirto..." poi si annota: «...esposto per un certo periodo nelle vetrine di via IV novembre, possiamo testimoniare l'interesse riscosso... E' stato accolto con favore negli ambienti culturali della Capitale...».
Ha pubblicato:
"Neppure soffrendo" (Edizioni Passaporto, Collana "Scrittori per il Terzo Millennio" diretta da A. De Angelis, Roma 2000), Primo Premio "Narrativa Europea" (Roma,2000), Primo Premio "Rassegna Montecatini 2001". Primo Premio "Città di Firenze" (Firenze, 2001), Primo Premio "F. Gerbasio" (Buccino, 2001), Primo Premio "B. Joppolo" (Patti,2001); "Vento nelle mani" (Accademia dei Micenei, Collana "Poeti e Scrittori del nostro tempo" diretta da M. Alemanno, autore della prefazione, Reggio Calabria 2001), Primo Premio "Repubblica di San Marino" (San Marino, 2001), Secondo Premio "S. Margherita Ligure- Franco Delpino" (S. Margherita Ligure,2001)", Premio "G.Gronchi Regioni d'Italia" (Pontedera,2001), etc.; "Patér" (Edizioni Passaporto, Roma 2001), Secondo Premio Città di Viareggio "D'Annunzio e la Versilia" (Víareggio,2001); Premio CREC Pontedera Narrativa edita (Pontedera,2002), etc. "Invano cerco" (Spring Edizioni, Caserta 2001, Collana di Lettere ed Arti "Cromaton", diretta da F. D'Episcopo, autore della prefazione, Premio Speciale "Lev Tolstoi " (Roma,2001); Premio CREC Pontedera Poesia edita (Pontedera,2002), Primo Premio "Città di Livorno" (Livorno,2002), etc. "Dove il mirto..." (Edizioni dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli -Collana di poesia "Lo specchio oscuro" diretta da R. Pasanisi - Napoli 2002), Secondo Premio "Il Simposio" (Buccino-SA, 2002), Premio Speciale "Rosario Piccolo" (Patti,2002), Primo Premio "V. Hugo" (Roma,2002), etc..
In itinere la pubblicazione di altre opere.
Di lei hanno detto:
«Nel concatenarsi passionale dei versi cogliamo un respiro che è assimilabile al coro delle tragedie greche. Un coro di una sola voce, ma che ci par quasi di sentire... tanto è denso il ritmo dei versi... Il richiamarsi a personaggi-simbolo della mitologia può disorientare il lettore che non abbia una cultura classica... Ad una lettura approfondita si percepisce il senso universale di tali presenze ... La B. sa che la vita continua a proporci inedite aggregazioni e sfumature che ben sa cogliere, mantenendo sempre una tensione lirica efficace, che si fa veramente canto ... Le scelte linguistiche ed estetiche vengono naturalmente poste al servizio di una poesia alta, a tratti definibile come "cosmica". in cui i sentimenti del cuore umano si confrontano ed entrano in risonanza con le "sfere maggiori", in una felice sintesi tra terra e cielo».
(M. Delpino e G.P. Prassi).
«Il pensiero... il sentimento... emergono quasi come da un continente sommerso, sibillino e petroso... attraverso un linguaggio concettuale, carico di densità esistenziale ed espressiva ... Come antica Sibilla, la B. si fa tramite e transfert di una inquietudine individuale e collettiva, che invoca di squarciare l'enigma, di spostare il velo ricorrente di finzioni e artifici, per ritrovare la verità nuda, vera, quella che non teme affronti e smentite. Poesia è pausa dal dolore, memoria, sogno, attesa, speranza, fuga, ritorno ad una condizione di possesso di se stessa, che è l'unica base dalla quale ripartire per affrontare l'avventura dell'esistere... La voce di questo comunicare è classicamente composta e costruita, si può anzi dire che la classicità è la frontiera prescelta e perseguita per un impianto esistenziale ed estetico, destinato a durare e a non sgretolarsi sotto la pulsione di miti illusori e inutili. Il sentimento che si fa pensiero e poesia è la sostanza di un discorso filosoficamente lirico, alto, per taluni versi persino solenne, sapienziale e profetico insieme, nello spirito di una gravitas, che invoca però la levità, per innalzarsi alle sorgenti della verità e della purezza».
(F. D'Episcopo)
«Null'altro riesce a quietare la sua anima se non le bellezze rare del creato; rare non per grandezza o eccezionalità, ma per densità di significato. Uniche parentesi nel travaglio sono l'ascolto, il canto, l'incantevole senso di smarrimento dell'anima che torna arcobaleno, la preghiera a Dio ... forse una sorta di testamento spirituale della poetessa che si dichiara enigma a se stessa e che sembra cercare la chiave di volta in un eterno passato».
(M. Alemanno)
«Robusta personalità poetica... condensa un universo di sensazioni e stati d'animo... ha una eccezionale capacità di penetrare nel proprio mondo di sentimenti... di proiettarsi nell'immortalità, con passione e sensibilità lirica... comunicando col verso dalla sensibilità ora dolce, ora quasi violenta... Poesia di simboli e di metafore... bruciante d'interiorità... animo sensibile che pulsa di tensione e di amore per la vita, anche laddove il verso risulta permeato di nostalgia o di malinconia. In alcuni passi vengono usati termini di genere ermetico in un contesto simbolico ai ritmi della solennità classica, in altri s'instaura un'atmosfera caratterizzata da alcune immagini che sembrano rievocare colpi di frusta. I versi ... snelli e quasi asettici, trattengono al loro interno una forza dirompente di sentimenti vissuti con grande pathos».
(A. Pasolino)
«Poesia fra le migliori nel panorama nazionale ... ottima qualità ... vigoria lirica...».
(L. Ruggeri)
«La B. tende ad una scrittura poetica essenziale e calibrata... Il verso, dal ritmo serrato, coinvolge immagini e simboli di grande, intensità... la sua voce si fa segno sulla soglia della coscienza e coglie nel suo distendersi echi antichi, che le vivono dentro e che danno conferma di una maturità espressiva notevole... Il suo raccontare diventa satira sottile e raffinata i cui toni letterari raggiungono livelli lirici coinvolgenti ... spaziano in una modernità di vita che c'è intorno e che ci prende tutta».
(L. Pumpo)
«La poesia di A. B. sollecita ricordi e muove la memoria a immagini antiche, si slarga in un linguaggio di metafore, rinvii ed echi di versi che si diramano da profondità e sapienze ancestrali fino a raggiungere il "futuro" del nostro tempo fitto di opache verità... trina... che sfugge al consumo del tempo... parole inusitate, desuete, si distillano in gocce di versi e suoni che si offrono quale polemos alla miseria dei ritmi meccanicizzati e tecnologici della società di massa ... La hybris poetica lascia vividi segni... scopriamo nella sua scrittura l'anima passionale di una poetessa che nutre fermi ideali e valori... uno stimmung vitale e caloroso...».
(M. Peruzzini)
«La ricerca della parola non usurata dalla quotidianità emerge dal lessico... affinando così gli strumenti linguistici per una scrittura alta e nel contempo personale. Legame con figure mitologiche, senso del linguaggio creativo... quasi che l'ispirazione tornasse alla fonte originaria, di Muse non soltanto ideali... Nel narrare risulta interessante quel clima fra oggettività, riflessione e incertezza - uno scandaglio psicologico... Pochi gli ornamenti, per uno stile chiaro e senza fronzoli».
(L. Nanni)
«Ha il dono di porre il lettore direttamente a contatto con la sofferenza umana senza soffermarsi troppo sulle modalità e senza inutili moralismi... Si dimostra abile scrittrice, tratteggiando persone ed avvenimenti col suo tocco d'artista... Col suo linguaggio chiaro, dalla narrativa fluida eppur stringata, le emozioni sgorgano genuine e s'impossessano del lettore...».
(C. Magliulo Podo)
«Possiede abilità nell'intreccio dei fatti, la fluidità nel condurre le vicende, il senso della misura e delle proporzioni, il taglio dei colloqui, l'indagine psicologica che rende profondo il rilievo dei personaggi ... l'istinto prismatico di osservazione ... tende a svincolarsi dalla tradizione e creare un'espressione che si scioglie in vaghe suggestioni della comune vita spirituale degli uomini».
(G.M. Tufarulo)
«Neppure soffrendo la trama dei pensieri diventa la trama compatta del ricordo, l'uso della rimembranza per cogliere il modo di porsi di fronte all'esistenza e per determinare il punto d'intersezione fra ciò che si è e ciò che si vuole essere... Stabilisce uno stato di attivismo del ricordo... un principio di ragion sufficiente... uno stato organicistico della psicologia del ricordo in quanto esprime la durata delle percezioni... il limite ontologico delle risorse umane alla ricerca di un ubi consistam e al riconoscimento di siffatto ubi consistam... Mantiene inalterati il livello letterario e l'efficacia dello stile ... conserva costantemente delle proprietà di linguaggio che spesso non sono conservate in molti saggi della cosiddetta letteratura contemporanea... Le pagine risultano molto vive ... affrontano temi di rilievo che invitano a riflettere sulle questioni attuali... In "Patér" molto opportunamente coglie il nesso psicologico cosi delle differenze come delle convergenze umane e penetra nel profondo solco delle due personalità, evidenziando due mondi che, pur nella loro distinzione, e, spesso, nel loro contrapporsi, restano caratterizzati nella somiglianza e nel modo di essere della discendenza. La tipologia e l'antropologia umane sono, pertanto, due elementi considerevoli della nostra scrittrice, che, magistralmente coglie nel suo racconto il significato di una realtà del nostro tempo che, seppure in atto accentuata, ha un suo senso nei conflitti come nei recuperi della storia generazionale di ogni tempo e nell'evoluzione, come nella regressione dei rapporti umani».
(P. Pantaleo)
«La pluripremiata poetessa e scrittrice... ci dà un esempio di quello che è, è stato e sempre sarà uno dei grandi problemi della famiglia: lo scontro generazionale tra genitori e figli... l'Autrice ci conduce per mano a scoprire i sentimenti più comuni insiti in ognuno di noi: le passioni e gli affetti di un'umanità che soffre per i vizi e le storture della società in cui vive, lavora, ama e muore. Questo Patér diventa quasi il simbolo di un'avventura che per il protagonista si srotola tra i ricordi e le vicende giovanili, l'antagonismo tra padre e figlio, la cultura per i popoli antichi... ma sarà proprio tra gli avelli di una necropoli che il protagonista riuscirà a comporre quella parte del mosaico famigliare rimasto incompleto».
(Mario T. Barbero)